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    Regione – Bevacqua: “Chiederò un consiglio straordinario sul tema della prevenzione degli incendi”

    “Basta con i proclami e le teorie: è arrivato il momento che il consiglio regionale discuta ed assuma un posizione chiara e netta sul tema della prevenzione degli incendi. Il fuoco si combatte prioritariamente a terra, con la cura del territorio. Al modello di intervento post incendio, dobbiamo contrapporre un sistema di prevenzione che ripristini le linee tagliafuoco, ripulisca periodicamente le aree verdi da sterpaglie, rami secchi e legname marcio. Dobbiamo, insomma, riprendere a cuore il settore forestazione e impiegare le necessarie risorse economiche e umane: su questo chiederò un consiglio straordinario”. Ha le idee chiare il consigliere Bevacqua, che oltre due anni ha depositato un apposito e organico progetto di legge, denominato Montagna Solidale, indirizzato alla salvaguardia e messa in sicurezza delle aree, attraverso la manutenzione preventiva del patrimonio boschivo e la garanzia di presenza antropica finalizzata al presidio del territorio. “Più di cento roghi attivi nella nostra regione – prosegue Bevacqua – con le fiamme a un passo dai centri abitati e centinaia di famiglie costrette a vivere notti e giornate di paura, spesso necessitate ad abbandonare le proprie case: la task force per l’unità di crisi voluta dal presidente Oliverio sta operando secondo le possibilità e i mezzi a disposizione, ma è chiaramente insufficiente, perché insufficiente è limitare l’approccio al contrasto ex post. Da tempo manifesto a gran voce l’esigenza di un nuovo modello organizzativo che consenta di irrobustire in maniera consistente e prevalente le fasi di inibizione degli incendi, anche in ragione del fatto che la perdita della superficie boscata e le conseguenti alterazioni delle condizioni naturali del suolo favoriscono i successivi fenomeni di dissesto invernale dei versanti, provocando lo scivolamento e l’asportazione dello strato di terreno superficiale”. “Mi sto impegnando con tutte le mie forze – afferma Bevacqua – per piegare le assurde resistenze della burocrazia e per convincere l’esecutivo regionale dell’assoluta priorità da assegnare al progetto proposto: tutto, sinora, si è dimostrato vano”. Di fronte a questo assordante e colpevole silenzio – continua Bevacqua – mi rivolgo oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri, l’amico e collega di partito, Paolo Gentiloni: viste le rigidità maturate nel tempo dai bilanci regionali, le uniche reali fonti di finanziamento cui attingere per efficaci interventi legislativi, sono quelle rappresentate dai fondi europei. A fronte delle prerogative in capo alla funzione legislativa, è inaccettabile registrare l’immobilismo della politica di fronte alla pervicace volontà della burocrazia regionale di mantenere salda la presa sul diritto usurpato e acquisito di decidere la destinazione delle risorse UE: non è possibile continuare ad utilizzare tali risorse senza che l’assemblea legislativa regionale democraticamente eletta possa intervenire per promuovere una visione complessiva di salvaguardia e sviluppo del territorio”. “Chiedo, pertanto, al presidente Gentiloni, – conclude Bevacqua – innanzi tutto di avviare una discussione serrata con le istituzioni europee affinché, in ordine ai fondi UE, sia garantito alla componente consiliare il ruolo di fonte normativa primaria regionale. Chiedo, inoltre, di porre al centro dell’agenda del governo nazionale un potenziamento di quegli strumenti di intervento immediato che, in questi giorni, si stanno rivelando drammaticamente insufficienti”.