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    Reggio – La minoranza attacca: “La città sepolta sotto le macerie del Pd”

    I rappresentanti dei partiti di centrodestra in Consiglio Comunale  Antonino Pizzimenti (Forza Italia), Massimo Ripepi (Fratelli d’Italia – AN) e Pasquale Imbalzano (Alternativa Popolare), presenti tra il pubblico i Consiglieri di FI Luigi Dattola e Pino Dascoli, assenti giustificati Lucio Dattola e Mary Caracciolo, hanno tenuto stamane a Palazzo San Giorgio la conferenza stampa dal titolo “REGGIO SEPOLTA SOTTO LE MACERIE DEL PD”.

    Primo ad intervenire Antonio Pizzimenti capogruppo di Forza Italia il quale spiega ai giornalisti presenti il nuovo schema attraverso il quale si presenterà da oggi in poi il centrodestra in Consiglio Comunale. Lo schema prevede la presenza unitaria dei partiti politici nazionali presenti in Consiglio con l’intervento ove richiesto degli altri Consiglieri Comunali di centrodestra. Pizzimenti sottolinea come la maggioranza al Comune perda tempo “dietro questioni che possono essere lette come gossip sotto l’ombrellone.” anziché risolvere quelli che ritiene essere i veri problemi di Reggio: l’acqua che non arriva nelle case, la manutenzione di verde pubblico che in questi giorni ha causato “danni enormi, col rischio che ci scappasse più di un morto “. Il consigliere sottolinea  poi “il dramma dei dipendenti degli ex-dipendenti Sogas e Leonia Avr, che hanno protestato in riunioni di massa. Gente che non ha lavoro e che non sa come fare ad andare avanti per dar da mangiare ai figli.”

    Prosegue il rappresentante di Fratelli d’Italia Massimo Ripepi che sorvolando sulla inadeguatezza amministrativa della maggioranza, già denunciata in svariate occasioni, riguardo agli ultimi battibecchi tra il primo cittadino e l’assessore ai lavori pubblici Marcianò, osserva:“la guerra intestina nel PD si sta ripercuotendo su Reggio, a cui di certe scaramucce poco interessa”.

    A noi del PD non ci interessa nulla, ma proprio nulla. Ci interessa molto però la nostra città devastata e vilipesa da guerre di partito e carriere politiche da realizzare subito senza contare ne morti ne feriti. In questi due anni, Giuseppe Falcomatà si è interessato di problemi marginalissimi, non pronunciando una sola parola su problemi vitali come quello dell’Aeroporto per quasi un anno e mezzo. Ciò, per non contraddire il suo capo Renzi, perché il Comune doveva servirgli solo come passaggio per arrivare in Parlamento.  Noi avremmo voluto che ciò accadesse il prima possibile, ma purtroppo per lui non è andata così. Adesso che la Marcianò è andata in Segreteria  PD al posto suo e forse al suo posto andrà anche in Parlamento, in maniera silenziosa ma palese, è cominciato il bombardarla dell’Assessorato ai Lavori Pubblici e del suo rappresentante politico Angela Marcianò. Tolte all’improvviso e senza avvertimenti le migliori risorse della squadra Marcianò con il Dirigente Romano che non crede ai suoi occhi mentre vede vanificati tutti i suoi sforzi tesi a potenziare il super assessorato già scarno di risorse umane. Falcomatà prima conferma la Marcianò rinforzandola di deleghe e di complimenti poi, svanito il piano paradiso che lo avrebbe dovuto portare a Montecitorio, attraverso il passaggio per la  segreteria nazionale, inizia a scatenare l’inferno volto ad annientare al più presto possibile la sua più grande avversaria. Comunque ripete Ripepi a noi del PD non ce ne frega niente, purtroppo Reggio è sepolta sotto le macerie di un partito che ha come campo di gioco la nostra amata città.

     E’ la volta del consigliere Imbalzano, che aggiunge: ” Assistere a situazioni del genere, in cui il Sindaco si scaglia contro l’assessore ai lavori pubblici, che si scaglia a sua volta contro il Sindaco e la maggioranza, il tutto mentre la maggioranza tende a stoppare i propositi “belligeranti” del Sindaco contro l’assessore Marcianò, rea di no obbedire ai diktat ed agli ordini di scuderia, è sostanzialmente paradossale. La città non ha bisogno di questo, ma di una maggioranza unita che vada nella stessa direzione. Con tutti i problemi che ci sono in città : mancanza di igiene urbana, di opportunità lavorative, di scarso o inesistente stimolo alle attività produttive, il dramma del disagio abitativo, che è diventato un terreno di battaglia nonostante la criticità.