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    Calabria – Battaglia e Magorno sul caso del commissariamento della Banca di Credito Cooperativo di Cittanova

    In occasione della conversione in legge del decreto cd “Banche Venete”, i deputati Battaglia e Magorno hanno presentato un ordine del giorno, che è stato accolto dal Governo come raccomandazione, sul caso del commissariamento della Banca di Credito Cooperativo di Cittanova (RC).
    L’iniziativa, che segue di qualche settimana la presentazione di una interrogazione parlamentare, si colloca al centro dell’impegno profuso dall’On. Battaglia e dal PD in merito a un episodio sul quale si continuerà a vigilare.
    Al riguardo, il Governo si è impegnato a verificare quanto dichiarato dai proponenti in riferimento alla politica posta in essere dalla gestione commissariale nonché, a valutare l’opportunità di attivarsi tempestivamente per porre in essere tutte le azioni a salvaguardia dei correntisti, dei soci e dei livelli occupazionali dell’istituto in una realtà complessa quale quella del comprensorio.
    I parlamentari hanno premesso che la vicenda trae origine dalla contraddittorietà del comportamento della Banca d’Italia che, nello scorso novembre approvava il progetto industriale di fusione per incorporazione della Banca di Credito Cooperativo di Montepaone (VV) nella Banca di Credito Cooperativo di Cittanova, non rilevando ostacoli sotto il profilo del presidio del credito e della credibilità del management e, dopo solo quattro mesi, nel marzo 2017, disponeva, invece, lo scioglimento degli Organi amministrativi e di controllo, sottoponendo l’istituto alla procedura di amministrazione straordinaria, in quanto gli accertamenti ispettivi di vigilanza hanno evidenziato l’insussistenza delle condizioni di sana e prudente gestione dell’intermediario.
    I democrat continuano affermando che, a quanto è dato sapere, l’amministrazione straordinaria risulterebbe adottare a oggi una politica di gestione che, nei fatti, frena anche l’ordinario ricorso al credito, snaturando così la mission di un istituto di credito che si basa soprattutto sul radicamento territoriale e sul rapporto personale con i soci e la clientela che si sta allontanando dall’istituto per cui, la perdita di una delle poche risorse economico finanziarie di sostegno al fragile tessuto imprenditoriale e alle comunità locali, costituirebbe un grave colpo in una realtà così drammaticamente provata dalla crisi economico sociale, caratterizzata da disoccupazione, povertà diffuse e malessere sociale.
    Perdurando tali condizioni – concludono – si alimenterebbe, inevitabilmente, un progressivo scollamento della banca dal territorio tale da produrre un suo ridimensionamento e la chiusura dI proprie filiali con conseguente drastica riduzione di personale, anche in considerazione del fatto che, in attuazione della riforma delle BCC varata nell’aprile 2016, entro maggio 2018 la BCC di Cittanova dovrà aderire ad una delle due capogruppo nazionali, Iccrea Banca o Cassa Centrale Banca.