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    Bcc di Cittanova, Pd: “Difendiamo un patrimonio del territorio”

    Il Circolo PD di Cittanova, a seguito del provvedimento operato dalla Banca d’Italia di scioglimento degli organi amministrativi e di controllo della BCC di Cittanova e di affidamento della sua gestione all’amministrazione straordinaria, nelle scorse settimane ha investito della vicenda l’On. Demetrio Battaglia, il quale ha già prodotto una prima interrogazione parlamentare, i vertici provinciali e regionali del partito ed i componenti reggini della direzione nazionale affinchè venga prestata la massima attenzione.
    La Banca di Credito Cooperativo di Cittanova ha una storia secolare e fonda la sua forza nel tessuto sociale popolare e solidaristico, rappresentando una rilevante realtà economica con 1.600 soci e 18.000 clienti. La stessa è oggi dotata di numerosi sportelli nell’area della Piana di Gioia Tauro e sul versante jonico meridionale, con una presenza sul territorio di otto filiali ed oltre cinquanta dipendenti.
    Una solidità attestata, da ultimo, nell’inchiesta dell’aprile 2017 dell’Espresso, che ha esaminato i dati di bilancio 2015 di 377 piccoli e medi istituti italiani, constatando come essa sia una delle poche banche del settore a “basso rischio”; solidità testimoniata anche dall’elevato livello di patrimonializzazione, che si attesta al 33% circa a fronte del 17% dell’insieme delle BCC nazionali e del 14% del sistema bancario nazionale.
    Peraltro, recentemente, la BCC di Cittanova era stata considerata centro di aggregazione per altre realtà bancarie, nell’ambito di un progetto di fusione per la costituzione di un importante polo del sistema del Credito Cooperativo nel Centro-Sud Calabria, senza che da parte della Banca d’Italia venissero rilevati ostacoli sotto il profilo del presidio del credito e della credibilità del management.

    Il PD, nel registrare quanto riportato nel provvedimento adottato dalla Banca d’Italia, esprime preoccupazione circa le conseguenze negative che possono derivarne sul futuro dell’Istituto di Credito.
    Auspica, pertanto, che l’operato dei Commissari possa ripristinare condizioni di piena legalità, laddove questa sia venuta meno, restituendo rapidamente la banca alla gestione ordinaria ed ai suoi soci.
    Così come possa porre fine a dannose quanto strumentali polemiche interne o a tentativi di rivalsa che nulla hanno a che fare con gli interessi generali dell’Istituto.
    Il PD si rende inoltre interprete delle diffuse preoccupazioni presenti nella comunità cittadina circa il fatto che parrebbe che l’Amministrazione straordinaria stia adottando, ad oggi, una politica di gestione che, nei fatti, frena anche l’ordinario ricorso al credito, snaturando così la mission della banca che si basa soprattutto sul radicamento territoriale e sul rapporto personale con i soci e la clientela (artigiani, piccole imprese e famiglie).
    Ciò sta determinando un costante allontanamento della base sociale e della clientela. Il perdurare di tali condizioni alimenterebbe, inevitabilmente, un progressivo scollamento della banca dal territorio tale da produrre un suo ridimensionamento, col rischio che la perdita di una delle poche risorse economico finanziarie di sostegno al fragile tessuto imprenditoriale ed alle comunità locali costituisca di fatto un vulnus in una realtà così drammaticamente provata dalla crisi economico sociale, caratterizzata da disoccupazione e povertà diffuse.
    Il PARTITO DEMOCRATICO CHIEDE PERTANTO:
    1. La massima sensibilità, da parte della gestione commissariale, alle problematiche poste da soci e clienti nella fruizione del credito;
    2. Di riportare, effettuati i dovuti controlli ed aggiustamenti, alla gestione democratica ordinaria la conduzione dell’istituto di credito in tempi ragionevoli, onde non comprometterne il futuro e consentirne la ripresa di ruolo e funzione economico-sociale;
    3. Di salvaguardare, con la massima attenzione, il radicamento della Banca sul territorio e le posizioni dei dipendenti, giustamente preoccupati dai rischi connessi al mantenimento del posto di lavoro in una realtà già così difficile.