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    Antonio Romano (IDM): “Calabria una Regione senza visione turistica”

    L’estate ormai è entrata nel vivo ed il Centro Studi Touring ci “conforta”posizionandoci al 15° posto per numero di presenze ed al 17° posto per numero di esercizi turistici.

    Pensando a questi dati, mi tornano in mente le parole di un turista americano che, l’anno scorso, visitando le nostre coste ha esclamato: LA CALABRIA POTREBBE ESSERE LA CALIFORNIA DELL’EUROPA.

    Parole, queste, che per gente come me che ama la propria terra, suscitano rabbia ed amarezza e la domanda ti sorge spontanea: ….MA LA POLITICA COSA STA FACENDO?

    Sono due anni che rappresento nella mia provincia un movimento, L’Italia Del Meridione, che è attento alle problematiche del territorio e sono certo (affermandolo con presunzione) che siamo gli unici ad avere una visione di sviluppo turistico.

    Orlandino Greco ha presentato in Consiglio Regionale ormai da due anni proposte di legge che vanno nella direzione dello sviluppo turistico e mi riferisco alla legge sulla creazione di impianti da golf, alla legge sui borghi ospitali, alla legge sulla valorizzazione della dieta Mediterranea.

    La cosa che più mi mortifica da cittadino di questa maledetta terra è che ancora ad oggi non sono state approvate!

    Quanto tempo ancora deve passare affinchè la nostra classe dirigente capisca che la nostra è una Regione a vocazione turistica e che si accorga che ormai dopo due anni di legislatura ha portato a casa risultati pari a zero.

    Non esiste un Assessore al turismo, non esiste un Consigliere che abbia una delega al turismo e che sia capace di dedicarsi giorni e giorni a captare la domanda turistica cercando di dare una offerta degna di questo nome.

    In molti paesi del mondo le coste con le mega strutture ricettive le fanno nascere dal nulla e noi che questo tesoro ce l’ha regalato madre natura non lo riusciamo a vedere come una risorsa ma addirittura gli diamo fuoco come sta accadendo in questi giorni.

    Mentre scrivo, mi viene in mente il Porto di Gioia Tauro con tutta l’Area del retro porto annessa.

    Invece di inseguire chimere come la tanto elemosinata Zes, che non decollerà mai, perché non pensare di trasformarlo in un porto di scalo per grandi navi da crociera incentivando anche investitori stranieri per la costruzione nella zona industriale (ormai deserta) di Resort a 5 stelle?

    Beh! Il mio è un sogno e sono sicuro che tale rimarrà ed in attesa che qualche politico esca dal gregge ed alzi la testa fiero di essere Calabrese IO CONTINUO A SOGNARE.

     

    Antonio Romano

    (Resp. Prov. RC IdM)