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    LabRom (Laboratorio Nazionale sulla “questione rom”) sbarca a Cosenza. Al centro la questione abitativa

    “Ghetto Italia. La segregazione abitativa in Calabria: analisi, esperienze e proposte”. E’ questo il tema dell’incontro nazionale che si svolgerà a Cosenza il 10 e 11 giugno presso la Chiesa di san Nicola e promosso da Associazione Circolo Culturale Popilia, Associazione Mo.C.I. (Movimento Cooperazione Internazionale), Associazione Terra di Confine Onlus, Associazione Un Mondo Di Mondi, Associazione 21 luglio Onlus, Fondazione Romanì Delegazione Calabria, Ufficio Migrantes Arcidiocesi Cosenza-Bisignano.

    «In Italia in generale, e in Calabria in particolare – affermano le organizzazioni promotrici – la cosiddetta “questione rom” è affrontata con un approccio emergenziale e soprattutto nella Regione calabra, dove la presenza delle comunità rom ha origini antichissime, essa è declinata con la costruzione di “ghetti” nei quali concentrare il disagio sociale, la marginalità, la povertà».

    Da Arghillà, a Reggio Calabria a Scordovillo, a Lamezia Terme, da via degli Stadi, a Cosenza alla Ciambra a Gioia Tauro; sono diversi gli esempi di ghetti realizzati in Calabria e abitati da cittadini italiani, rom e non rom.

    Durante gli incontri previsti nel programma di LabRom (Laboratorio Nazionale sulla “questione rom”), il tema della segregazione abitativa sarà affrontato esaminando i dati riferiti al fenomeno e presentando esperienze e racconti di vita, attraverso una prima analisi di questi temi a livello nazionale e un focus rispetto alla Regione Calabria. Ampio spazio sarà dato all’aspetto propositivo rispetto alle possibili prospettive di uscita dalla dimensione “ghetto”.

    Nel corso della due giorni sarà esposta la Mostra fotografica “Ruspe contro violini”, del giornalista Francesco Mollo, relativa allo sgombero della comunità rom rumena avvenuto nella città di Cosenza nel 2015.