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    Nuova infornata di collaboratori professionali esterni in Regione. La denuncia della Cisal

    “Ancora una volta discriminati i dipendenti di Categoria B in forza al Dipartimento regionale alle Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità, che di fatto non hanno potuto accedere all’avviso pubblico di selezione interna per attività di collaborazione rivolto a sei ingegneri civili”. È questa la denuncia, forte, della Cisal, secondo cui la misura è davvero colma perché a essere colpito è sempre il personale appartenente a una categoria quasi emarginata. “Una preziosa risorsa umana – sostiene il sindacato – non tenuta in debita considerazione e sempre più mortificata malgrado il grande lavoro che svolge quotidianamente al servizio della Regione. E l’ennesimo caso di scarsa considerazione (eufemismo!) di questo personale deriva dal bando di selezione indirizzato a professionisti con ‘comprovata esperienza professionale maturata nell’attività di progettazione e direzione lavori e verifica strutturale degli edifici e altre opere di significativa importanza e complessità in territorio sismico’. Un bando disertato dal personale interno della Regione di categoria D poiché non incentivato con una gratifica economica e di fatto precluso a quello di Categoria B per mancanza, ma solo sulla carta, di titolo ad accedervi”. Un aspetto, quest’ultimo, inaccettabile dal momento che – rincara la dose la Cisal – “si tratta di dipendenti in possesso dei medesimi requisiti professionali richiesti dall’avviso pubblico e con in più una competenza specifica acquisita sul campo. Basti pensare che quotidianamente questi lavoratori svolgono analoghe attività in seno all’ufficio, affiancando i funzionari nelle loro mansioni. Un assoluto controsenso, insomma, che diventa ancora più incomprensibile se si pensa come poi, per i sei professionisti esterni, si debbano spendere circa 210mila euro all’anno per il conferimento di un incarico della durata di 18 mesi. Ognuno di questi professionisti, chiarisce infatti l’avviso pubblico emanato dal Dipartimento preposto, dovrà garantire la presenza per tre giorni a settimana, dalle 8 alle 14, per un complessivo di 12 giorni al mese. E il compenso complessivo massimo previsto per ogni singolo incaricato è pari 34.500 euro lorde, a discapito delle 360 unità di categoria B che, lavorando in un mese per il doppio dei giorni, guadagnano uno stipendio di 1.100 euro, integrato a chi ne ha diritto, dal bonus Renzi”. E già, il problema degli esterni, che – spiega il sindacato – “a differenza del personale della Regione può essere retribuito per la funzione da ricoprire. Questo significa creare nell’ente un nuovo bacino di ‘professionisti esterni’, quando ancora non si è pensato di valorizzare quello storico degli ex Lsu-Lpu. Allo scadere dei 18 mesi di attività, inoltre, gli esterni impegnati tramite il bando chiederanno, con ragionevole certezza, di essere prorogati e la politica, per evitare ricadute negative sulle incessanti campagne elettorali, non potrà che assecondarli. Dopo qualche proroga si riparlerà quindi di stabilizzazione e la giostra degli esterni istituzionalizzati riprenderà a girare. Anzi – rimarca la Cisal – vogliamo scommettere che questa prima graduatoria di sei professionisti esterni verrà da qui a poco ampliata con altri soggetti, comportando così un ulteriore aggravio della spesa?” Ecco dunque spiegata la levata di scudi dei lavoratori regionali di categoria B esclusi e del sindacato stesso da cui sono rappresentati, che pur stabilizzati nell’ormai lontano 2008 con un inquadramento a tempo indeterminato non vengono ‘riqualificati’ attraverso una loro valorizzazione nella pianta organica di cui dispone la Regione. Ente che preferisce invece alimentare il bacino del precariato, dando qualche contentino a pochi fortunati. Ragion per cui, di fronte a un tale comportamento, la Cisal non può restare inerte ed è anzi pronta a mettere in campo tutte le sue energie per protestare nei confronti di chi non mostra alcun apprezzamento e al contrario mortifica i propri dipendenti. Gente seria e preparata, che non tollera più di stare in panchina a vantaggio di persone appartenenti ad altri contesti professionali. “A riguardo, rendiamo noto che saranno i nostri dirigenti in prima persona – conclude la nota sindacale – ad assumere un’iniziativa quanto più incisiva possibile anche per portare all’attenzione dei media, e dunque dell’opinione pubblica, tale inaccettabile situazione”.