Le fratture prossimali dell’omero rappresentano ormai circa il 5% di tutte le fratture degli adulti e dopo i 60 anni sono la terza più comune fattura dopo quella del femore e del radio. Quasi sempre le superfici si infiammano e, oltre a un dolore cronico, provocano una consistente riduzione della mobilità dell’arto. Le fratture dell’epifisi prossimale dell’omero saranno oggetto di un incontro formativo che si terrà domani, a partire dalle 8,30, nell’Aula del Seminario San Pio X di Catanzaro; incontro che sarà coordinato da due specialisti del settore, Antonio Iirillo e Giuseppe Monterosso.
Obiettivo del corso è quello di offrire, non solo al personale medico ma anche a quello infermieristico e radiologico, indicazioni appropriate per arrivare ad una diagnosi immediata, ma soprattutto per individuare il miglior percorso terapeutico/riabilitativo.
Accreditato presso Age.Na.S. per 70 partecipanti, con 5 crediti Ecm, il corso è gratuito e le iscrizioni possono essere effettuate direttamente in sala. L’adesione è indirizzata comunque a medici di Continuità assistenziale, medici di Pronto Soccorso e di Riabilitazione, di ortopedia, traumatologia e radiodiagnostica, ma anche infermieri, fisioterapisti, tecnici ortopedici e di radiologia.
Programmate tre sessioni. La prima sarà moderata da Beniamino Borelli e Bernardo Bertucci, la seconda da Mario Borroni e Alessandro Pisani, la terza da Maurizio Iocco e Antonio Ammendolia. Nel corso dell’incontro, interverranno, Alessandro Pisani, Antonella Vadalà, Antonio Ammendolia, Antonio Iirillo. Antonio Truglia, Beniamino Borelli, Bernardo Bertucci, Carmen Carlomagno, Claudio Asta, Daniele Musolino, Daria Riccelli, Enrico Tradì, Fortunato Cefalì, Giuseppe Gigliotti, Giuseppe Monterosso, Luca Giglio, Luigi Muscas, Mario Angotti, Mario Borroni, Maurizio Iocco, Teresa Stefania Gualtieri, Valerio Coroniti.
Diversi esperti, quindi, che a vario titolo sono coinvolti in questo processo di riequilibrio funzionale dell’omero dopo l’intervento chirurgico.






