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    Dati Istat, i commenti di Oliverio e Magorno tra prudenza ed enfasi

    I dati sul Pil e sull’occupazione diffusi dall’Istat hanno suscitato le reazioni positive del presidente della Regione Calabria, Oliverio, e del segretario regionale del PD Magorno. Per  Mario Oliverio si tratta di un  segnale timido ma positivo che deve incoraggiare a fare di più perché si possa recuperare il gap ancora esistente e forte tra Nord e Sud. “Un segnale inoltre che deve incoraggiare a sostenere le imprese in particolare nello sviluppo dei programmi di ammodernamento di infrastrutture – ha aggiunto Oliverio – e credo sia necessario partire da questi segnali per rafforzare le politiche del governo verso il Mezzogiorno, anche attraverso la politica avviata proprio dal governo con la sottoscrizione dei Patti per lo sviluppo ed in particolare attraverso misure come il credito d’imposta, che potranno consentire al sistema delle imprese di poter utilizzare strumenti e risorse adeguati per nuovi investimenti. Quindi si può parlare di nuove prospettive di crescita – ha concluso Oliverio – sono convinto che se il Mezzogiorno viene assunto come risorsa può essere il vero motore della ripresa economica e sociale del Paese”.
    Più enfatico Ernesto Magorno: “Il Sud torna a crescere. Il Mezzogiorno registra il primo recupero del Pil dopo sette anni di cali ininterrotti, dice il segretario regionale del Partito democratico calabrese. E’ il segno tangibile delle ricadute positive sul nostro territorio del percorso di riforme messe in atto dal Governo nazionale, guidato dal premier Matteo Renzi”. “Siamo consapevoli del fatto che la ripresa deve prendere maggiore consistenza, soprattutto in termini di riduzione della disoccupazione e di rilancio dell’economia a partire da settori strategici come turismo e agricoltura – afferma ancora Magorno – ma proprio questi segnali incoraggiati ci impongono di sostenere il Governo per proseguire sulla strada imboccata, con le riforme, con la riduzione delle tasse, pensando di focalizzare meglio gli incentivi destinati alle assunzioni. Se cresce il Mezzogiorno – conclude Magorno – cresce l’Italia”.