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    Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria

    Pubblicato dall’IStituto Superiore di Sanità nei giorni scorsi il Rapporto Istisan “Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria: obiettivi, metodologia, fattibilità”, redatto a cura di Pietro Comba e Massimiliano Pitimada con la collaborazione dell’Arpacal.
    I siti contaminati rappresentano un importante fattore di rischio per la salute umana. Su impulso del European Centre for Environment and Health di Bonn, parte dell’Ufficio Regionale Europeo dell’Oms (WhoEuropean Regional Office), sono state sviluppate metodologie per valutare lo stato di salute delle popolazioni che risiedono nei siti contaminati. L’Italia ha contribuito a questo processo con il Progetto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e sostenuto dal Ministero della Salute.
    Il Rapporto Istisan, e più precisamente i capitoli 9 (“Stato delle procedure di bonifica nella Regione Calabria”) e 10 (“Progetto Miapi, Monitoraggio e Individuazione delle Aree Potenzialmente Inquinate, nelle Regioni Obiettivo Convergenza”) sono stati, infatti redatti da esperti dell’Arpacal, fotografando in particolare la matrice della bonifica dei siti contaminati e del progetto Miapi, nato dalla collaborazione dell’Arma dei Carabinieri e del Ministero dell’Ambiente, con il supporto tecnico, nelle regioni Obiettivo convergenza, delle Arpa.