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    Nomine Regione, polemica Cdx, D’Agostino: “Respingiamo critiche incoerenti. Quando governavano loro sostenevano analoga iniziativa”

    “L’atteggiamento del centrodestra sulle nomine è assai discutibile e contraddittorio perché critica una scelta già adottata nella passata legislatura, quando i revisori dei conti del Consiglio regionale erano stati selezionati per sorteggio. Per quale ragione non si può fare la stessa cosa negli organi di controllo delle società partecipate dalla Regione, nel caso di professionisti designati dal Consiglio?”
    E’ quanto afferma il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco D’Agostino.
    “Respingiamo con forza – sostiene – gli attacchi contro la decisione del presidente Irto, che ha sganciato dalla politica le nomine di controllo e garanzia di competenza dell’Assemblea. Rispediamo le critiche al mittente perché sono prive di argomentazioni valide e soprattutto perché sono affette da un vizio di fondo: l’incoerenza di una posizione che cambia a seconda del colore politico di chi assume le decisioni, oggi criticate ma fino a poco tempo fa considerate garanzia di trasparenza e legalità”.
    “Nel caso dei revisori dei conti e dei collegi sindacali – prosegue il vicepresidente D’Agostino -, i meccanismi che creano più autonomia e trasparenza vanno sostenuti e non criticati, perché garantiscono maggiormente la minoranza, che oggi alza la voce solo per puro ‘gioco delle parti’. Il presidente Irto ha dimostrato coraggio e si è assunto una responsabilità importantissima. Lo ha fatto sulla scorta degli approfondimenti giuridici degli Uffici del Consiglio regionale, che “blindano” il sistema del sorteggio in caso di nomine di organi di garanzia, come avviene già negli enti locali. Tale sistema può piacere o non piacere, ma già esiste e si andrà sempre più in questa direzione. E’ così negli enti locali ma sarà così, in prospettiva futura, a tutti i livelli istituzionali”.
    “Ieri – prosegue ancora D’Agostino – i calabresi che erano presenti a palazzo Campanella, o che hanno seguito la diretta streaming, hanno potuto assistere a un inedito assoluto nella storia del regionalismo calabrese in termini di apertura delle Istituzioni ai cittadini: un modo di operare distante anni luce dalla chiusura e dall’opacità con cui una certa politica ha gestito per anni le nomine e l’assegnazione degli incarichi di sottogoverno. La Calabria, che sotto la guida del presidente Oliverio sta lavorando per risalire la china, ha bisogno di decisioni di questo tipo. I calabresi – conclude – ci chiedono un alto livello di trasparenza e noi abbiamo il compito di garantirlo: questo è uno dei doveri della politica, oggi”.