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    Il 28 maggio a Longobardi si affronta il tema delle leucemie

    Il 28 maggio 2006 alle 18.00 l’associazione di volontariato “Silvia” presenta a Longobardi, presso i locali dell’Hotel Gaudio, il Convegno medico scientifico “LE LEUCEMIE”, dedicato ad un’analisi specialistica ma accessibile della malattia e dei relativi metodi di cura.

    L’evento, promosso in collaborazione con AIL-Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma e ADMO-Associazione Donatori Midollo Osseo, si pone come obiettivo la sensibilizzazione all’iscrizione nel Registro dei donatori di midollo osseo, migliorando la comune consapevolezza nei confronti di uno strumento terapeutico in molti casi decisivo che ha nella solidarietà e nella gratuità le sue cifre distintive.

    Il meeting sarà introdotto dal presidente dell’associazione organizzatrice Wanda Farnese. A seguire, gli interventi di natura tecnica: la dott.ssa Francesca Ronco, dirigente medico di II livello presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, parlerà di leucemia acuta non linfoide; la dott.ssa Ida Provenzano, ematologa presso il Policlinico Tor Vergata di Roma, tratterà di linfomi; il dott. Giuseppe Console, dirigente medico del Centro Trapianto Midollo Osseo di Reggio Calabria, illustrerà i protocolli trapiantologici e spiegherà l’importanza della donazione di sangue midollare in favore dei malati ematologici. A prendere la parola sarà poi Simona Fiorillo, in rappresentanza dell’associazione “Il paese di Gertrude”, che opera per promuovere la cultura della donazione di midollo osseo come scelta di vita a sostegno del prossimo. Testimoni di speranza saranno, infine, Jessica Nigro e Marino Arlia, raccontando la propria esperienza di persone che hanno sconfitto il male.

    Il convegno si svolge con il patrocinio del Comune di Longobardi e vedrà la presenza delle Istituzioni, con i saluti del sindaco di Longobardi dott. Giacinto Mannarino e del consigliere regionale on. Domenico Bevacqua, che chiuderanno i lavori.

    Nell’auspicio di chi ha pensato l’evento, quello in programma dovrebbe essere solo il primo di una serie di incontri suscettibili di raggiungere un pubblico più vasto, passando magari per il coinvolgimento delle scuole, per promuovere anche presso i giovani e giovanissimi il valore solidaristico della donazione come atto totalmente anonimo, volontario e non retribuito. Lo spirito dell’iniziativa è ben sintetizzato nelle parole di chi ne è ideatore e propulsore, che, facendo riferimento al proprio drammatico vissuto personale di genitore a cui la malattia ha portato via una figlia, dice con fattiva resilienza: <<Per me ogni malato di leucemia è S.>>