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    Rischio chiusura Corti di Appello e Procure, la Confasl chiede intervento di Oliverio

    l Sindacato Conf.s.a.l. Unsa per il tramite del segretario regionale dott. Antonino Iannò lancia l’allarme sul rischio chiusura della Corte d’Appello di Reggio Calabria e di alcuni Tribunali e Procure della Repubblica in Calabria, chiedendo l’intervento politico del Presidente della Regione per evitare questa ennesima spoliazione, che indebolirebbe il sistema giudiziario calabrese ed il tessuto economico delle città interessate a tali chiusure.

    “La Commissione – si legge in una nota del segretario regionale Antonino Iannò – istituita dal Ministro della Giustizia il 12 agosto 2015, per la revisione della geografia giudiziaria, presieduta dal dr. Michele Vietti, ha concluso i lavori in data 25 gennaio 2016, con l’obiettivo di ridurre il numero dei distretti di Corte d’Appello, di completare la nuova carta della geografia giudiziaria degli uffici di primo grado e di riformare l’assetto ordinamentale delle Procure Generali, degli uffici minorili e dei magistrati distrettuali giudicanti e requirenti.

    E’ altamente probabile che le conclusioni della Commissione Vietti, siano recepite in un disegno di legge governativo, atteso che la stessa è stata costituita per volere del ministro della Giustizia Orlando, che quindi, si prefigge tra i suoi obiettivi, quello di completare il quadro di riforma della geografia giudiziaria.

    Per quanto riguarda le Corti d’Appello, l’esito dei lavori, ha messo in luce che l’attuale distribuzione, evidenzia una particolare proliferazione dei distretti, che interessa soprattutto le regioni meridionali ove vi è stata una proliferazione di Corti di piccole dimensioni, per abitanti ed estensione territoriale. Sono state evidenziate al riguardo discrasie, che a parere della Commissione, solo in parte possono trovare giustificazione nel diverso impatto che i processi di criminalità organizzata generano nei numerosi distretti del centro Sud, nei quali si riscontra un rapporto più vantaggioso giudice/abitanti rispetto ad altri distretti. In ogni caso scrive la stessa Commissione, la forbice tra il valore minimo (quello di Reggio Calabria) e quello massimo (Venezia) sembra davvero eccessivo.

    La conclusione della Commissione è quella di adottare un intervento di razionalizzazione della geografia giudiziaria dei distretti di Corte d’Appello, tendente ad una loro riduzione e razionalizzazione territoriale che tenga conto di un riequilibrio dei distretti tendenzialmente a base mono-regionale, secondo un modello di efficienza ideale, individuato sulla base dell’estensione territoriale, della popolazione amministrata, dell’indice delle sopravvenienze e dei carichi di lavoro. La Commissione quindi propone: a) ridurre il numero delle Corti di Appello esistenti, secondo i criteri oggettivi dell’indice delle sopravvenienze, dei carichi di lavoro, del numero degli abitanti e dell’estensione del territorio, tenendo comunque conto della specificità territoriale del bacino di utenza; b) sopprimere le sezioni distaccate delle Corti di Appello ovvero ridurne il numero anche mediante accorpamento alle Corti di Appello limitrofe, nel rispetto dei criteri di cui alla lettera a.

    Per quanto riguarda i Tribunali e le relative Procure della Repubblica, la Commissione propone di ridurre, anche in coerenza con le riduzioni previste per i distretti di Corte d’Appello, gli uffici giudiziari di primo grado ridefinendone l’assetto territoriale, anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi, secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell’indice delle sopravvenienze, dei carichi di lavoro, del numero degli abitanti e dell’estensione del territorio, tenendo comunque conto della specificità territoriale del bacino di utenza, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane.

    La Commissione, con tali proposte, si prefigge lo scopo di incrementare l’efficienza del sistema giudiziario e di realizzare risparmi di spesa. Peraltro, rispetto a quanto previsto dalla precedente legge delega n. 148 del 2011, riguardante sempre la riforma della geografia giudiziaria, non tiene conto della situazione infrastrutturale e del tasso d’impatto della criminalità organizzata, ma solo genericamente, della specificità territoriale del bacino d’utenza.

    A parere del Sindacato Conf.s.a.l. Unsa, ciò non può che penalizzare le regioni del Sud, che hanno un alto tasso di criminalità organizzata e una situazione infrastrutturale che è paragonabile a quella dei Paesi sottosviluppati. L’efficienza del sistema giudiziario, mal si coniuga con il realizzo di risparmi di spesa. Ormai, sostiene il segretario regionale Iannò, siamo abituati alle riforme a costo zero, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ma ancora non avevamo ben recepito, ciò che i saggi della Commissione hanno scritto, e cioè che il sistema giudiziario possa essere più efficiente spendendo di meno. Non vogliamo neanche pensare ai pesanti contraccolpi che l’economia di un territorio, spoliata di un Tribunale e di una Procura, possa subire. Di questo la Commissione non se ne occupa, perché l’incarico è di diversa natura.

    E’ evidente che la nostra Regione, rischierà di essere penalizzata con la possibile chiusura della Corte d’Appello e della Procura Generale di Reggio Calabria e di qualche Tribunale. Già l’allarme è alto in relazione alla possibilità di chiusura del Tribunale di Palmi, tanto che il civico consesso cittadino, ha già convocato in data 07/04/2016, un Consiglio Comunale Straordinario per trattare la questione, alla presenza di operatori della Giustizia e del Presidente della Commissione Giustizia del Senato. Voci di corridoio, mettono all’ordine del giorno anche la possibilità di chiusura di altri Tribunali della Calabria, già fortemente penalizzata con la chiusura del Tribunale di Rossano, distante circa 60 Km. dal Tribunale accorpante di Castrovillari, con le ben note problematicità infrastrutturali viarie e di criminalità organizzata.

    Peraltro noi crediamo che l’efficientamento della Giustizia, possa avvenire, in particolare, attraverso l’impiego di ulteriori risorse umane, con l’assunzione di Giudici e di personale amministrativo, nonché attraverso l’utilizzo di strutture adeguate che coniughino sicurezza e benessere organizzativo e di mezzi tecnologici al passo con i tempi, mentre la riduzione dei costi possa avvenire attraverso una gestione più oculata delle spese ed internalizzando i servizi (quali ad esempio, quelli informatici e di trascrizione delle registrazioni in udienza)”.