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    Conferenza stampa Phd Italents

    Lavoro per centinaia di ricercatori: PhD Italents l’ultima frontiera contro la fuga cervelli

    Favorire l’inserimento dei dottori di ricerca nelle imprese. E’ questo l’obiettivo di PhD Italents il progetto gestito dalla Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane su incarico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in partenariato con Confindustria.
    Dopo l’avvio del bando per la partecipazione delle imprese interessate, giovedì 14 aprile prenderà il via quello dedicato ai dottori di ricerca che intendono iniziare un percorso all’interno delle aziende in elenco.
    Il nuovo bando, al quale si potrà partecipare fino al sei maggio, è stato presentato a Catanzaro, presso la cittadella regionale, dal vice presidente Antonio Viscomi e dall’assessore al Lavoro Federica Roccisano.
    “Se vogliamo una possibilità di risollevare le sorti della Calabria – ha detto Viscomi – dobbiamo investire nell’innovazione delle imprese. Questo ci renderà più competitivi sul mercato e può avvenire solo attraverso le Università che sono il luogo dove accademicamente si studia innovazione”.
    Il progetto è suddiviso in tre fasi: la prima e la seconda sono dedicate alla ricerca dei soggetti interessati, la terza fase rappresenta l’incontro tra la domanda e l’offerta e quindi le aziende ed i ricercatori che verranno, solo in seguito, selezionati ed avranno accesso al finanziamento.
    “L’iniziativa promossa dal Miur – ha dichiarato Federica Roccisano – rappresenta una reale possibilità per i ricercatori che sono la più alta professionalità nel nostro Paese. La Regione deve iniziare ad investire differenziando settore per settore se vuole che i propri giovani restino in Calabria”.
    Alla conferenza erano presenti anche il presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca, il rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci e il professore dell’Università Magna Graecia, Giovanni Morrone. “PhD Italents – ha spiegato Mazzuca – prevede la partecipazione di 980 imprese, di queste circa il 5% sono calabresi. La Calabria è tra le ultime regioni in Europa per reddito e questa situazione può cambiare solo se i giovani resteranno qui. Ad oggi, infatti, i ricercatori presenti sul territorio vanno via per ritagliarsi un futuro nella società”.
    Per i due accademici “la responsabilità della situazione precaria che vivono i dottori di ricerca è responsabilità dello Stato che li ha creati senza regolamentare il loro accesso al mondo del lavoro. Così le più alte professionalità restano disoccupate. Questo accade perché un dottore di ricerca costa più di un semplice laureato o diplomato, ma è vero che ha investito di più. Il progetto è una risposta alle esigenze di chi, in quella situazione, cerca lavoro e chi cerca innovazione, perché rappresenta, attraverso le Università, il punto di incontro”.