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    Pubblicità Calabria su Ryanair, Selvaggia Lucarelli: “Un velo pietoso. Sciatta e con errori”

    Chi sarà il grafico pubblicitario che la Regione Calabria ha incaricato per realizzare la pubblicità che i viaggiatori possono vedere su tutti i voli Ryanair in Europa? “Tagliategli la testa!” si potrebbe parafrasare Lewis Carroll. L’operazione rientra negli “Interventi per la promozione e la competitività del sistema aeroportuale calabrese”, almeno dovrebbe, condizionale d’obbligo, visti i risultati. Errori nel testo, grafica e messaggio poco convincenti, unico aspetto affascinante da evidenziare è proprio la Calabria, territorialmente, cioè lo scorcio naturale dell’immagine, perché anche la famiglia che prende il sole, a dire il vero, non è gradevole…

    Ed a criticare aspramente le scelte della Regione per una campagna che avrebbe potuto essere una vera e propria miniera d’oro per la ricaduta turistica, Selvaggia Lucarelli, che sulla sua pagina Facebook, scrive di tutto un po’, apostrofando chi ha dato l’incarico e chi, evidentemente l’ha svolto, come “peracottari”.

    “Sulla rivista di bordo di Ryanair – scrive la Lucarelli – c’è la pubblicità della regione Calabria (che farà il giro dell’Europa) con tanto di loghi che indicano la sponsorizzazione della regione e non solo. Ora, la sciatteria e il degrado di un paese le capisci anche da queste cose. Non so chi sia il grafico/pubblicitario/copy che s’è occupato di questa pagina ma immagino sia un bambino di otto anni o un alcolista o il nipote del cugino del fratello di un qualche assessore del turismo calabrese ma ditemi voi se è possibile che : a) il titolo sia un mesto arial bianco che si vede malissimo e non è manco centrato. b) velo pietoso sui puntini di sospensione in un titolo (con la minuscola dopo). b) nella scritta in fondo ‘sistema aeroportuale’ sia scritto “sistema aeroportualeR'”.

    E poi arriva il commento vero e proprio: “Peracottari tutti. Chi ha incaricato dei peracottari, chi non ha visto gli errori dei peracottari e chi paga dei peracottari per lavorare con tutti i grafici/pubblicitari/copy bravi che fanno la fame. L’altro Paradiso non è la Calabria. E’ il posto in cui per questa mediocrità non c’è spazio. (la Calabria è una regione bellissima, merita di più. Ribellatevi amici calabresi.)”.

    Intanto, per una pubblicità che ha il marchio made in Calabria con tanto di logo della Regione Calabria, quello dell’Unione Europea e quello della Repubblica Italiana, chi ha pagato? Quanto hanno pagato, ma soprattutto resta l’interrogativo: chi ha realizzato uno scempio grafico-pubblicitario di tale portata senza che nessuno se ne accorgesse?

    “Ps – conclude – Sì, magari anche le ciavatte sullo scoglio le avrei tolte, ecco. Pure il mezzo culo del tipo in mezzo, ecco”.

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