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    Impariamo ad usare i contanti rispettando la soglia dei 3 mila euro. Esempi pratici

    Fissato dalla legge di stabilità 2016, il nuovo limite per l’utilizzo dei contanti passa dai 1000 euro del governo Monti ai 3000 euro voluti da Renzi per movimentare un po’ la stagnazione dell’economia più spicciola. La scelta ha i suoi detrattori ed anche i suoi sostenitori tra esperti, politici e gente comune. Ma vediamo cosa cambia in realtà nella nostra vita quotidiana, grazie ad un prospetto stilato da Il Sole 24 Ore, che fa degli esempi pratici sul pagamento, ad esempio, di affitti, rate, pensioni.

    È consentito affittare una casa in montagna per una settimana, incassando in contanti il canone di 1.200 euro? Sì, vale il limite generale dei 3000 euro. Non vale invece nel caso del pagamento di pensioni cash superiori ai mille euro. La legge di Stabilità 2016 prevede espressamente che resta per le Pa l’obbligo di pagare gli emolumenti superiori a mille euro – erogati a qualsiasi titolo – solo con l’utilizzo di strumenti telematici. Quindi questo vale anche per le pensioni .

    Un conto del pranzo per una cerimonia pari a 5mila euro può essere pagato in contanti con i soldi ricevuti in regalo dagli invitati? No, chi effettua materialmente il pagamento violerebbe il nuovo limite per i pagamenti in contante anche se i soldi sono stati ricevuti in regalo dagli invitati. Di fatto, potrà utilizzare il contante fino a 2.999,99 euro e poi pagare il resto con uno strumento tracciabile, con moneta elettronica o assegno non trasferibile.

    È possibile invece prelevare allo sportello bancario 4mila euro in un’unica soluzione. Anche  un negoziante può versare tutti insieme 9.500 euro incassati dalla propria clientela al dettaglio. Questo perchè entrambe, anche se di valore pari o superiore a 3mila euro, non implicano “trasferimento” di denaro tra soggetti diversi

    Se invece un rivenditore di mobili vende una cucina completa di elettrodomestici per un prezzo di 5.200 euro Iva inclusa, regolarmente fatturato al cliente,  può incassare una caparra in contanti solo nel rispetto della soglia generale di utilizzo del contante. Quindi, fino a 2.999,99 euro. Caparre maggiori non sono vietate, ma richiedono mezzi tracciabili. Vediamo anche il caso di un  cliente di un compro-oro, che nella stessa giornata, porta a uno stesso punto vendita alcuni gioielli in mattinata (per un corrispettivo di 1.600 euro) e altri gioielli nel pomeriggio (corrispettivo 1.800 euro). Lo si può pagare in contanti? Sì, ma devono essere operazioni commerciali distinte, singolarmente inferiori alla soglia dei 3mila euro, e il pagamento deve essere effettuato contestualmente alla consegna della merce.  Passiamo al pagamento dei tributi. Un contribuente non può pagare un tributo di 4mila euro in denaro contante presso a uno sportello comunale perché in questo caso si applica il limite dei 3mila euro e non è prevista una deroga in questo senso. Il versamento può tuttavia essere eseguito tramite intermediari finanziari come banche e uffici postali. Infine, un commerciante può accettare un pagamento in contanti da un turista russo o di altri Paesi extra Ue per 8mila euro perchè la deroga per gli stranieri extra Ue non residenti in Italia non è stata eliminata. Pertanto commercianti e agenzie di viaggio possono accettare da questi ultimi pagamenti fino a 15 mila euro a patto di rispettare tutto l’iter previsto che comprende anche la fotocopia del passaporto del turista e la richiesta di un’autocertificazione di non residenza in Italia.