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    Cisl pensionati: ‘Calabria a forte rischio, così come il resto delle Regioni del Sud’

    Il rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno e quello Istat sulla povertà in Italia preoccupano la Cisl Pensionati di Vibo Valentia.
    In linea con quanto affermato dal Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan, pensiamo che il Sud sia stato praticamente tolto dall’agenda del Paese da un Governo miope ed arrogante che spinge per affossare ulteriormente una Regione, la Calabria, ultima per indicatori di qualità della vita. Disoccupazione crescente, servizi primari quali sanità e assistenza sociale ridotti al lumicino, Enti locali strutturalmente deficitari e non più in grado di assicurare l’ordinaria amministrazione, come accade per la viabilità, l’edilizia scolastica, i servizi di nettezza urbana, l’approvvigionamento idrico. Se poi parliamo della nostra Provincia siamo a livello di terzo mondo e forse non ci resta che…piangere, visto che anche l’appello accorato del Presidente di Unioncamere Michele Lico sulla crisi d’impresa è caduto nel vuoto.
    Proprio il rapporto Svimez evidenzia l’aumento preoccupante della disoccupazione, soprattutto dei giovani e delle donne, delle povertà e dell’emarginazione sociale. Registriamo una regressione economica, sociale e culturale senza precedenti con un crollo dei consumi al Sud dal 2008 al 2014 quasi al doppio del resto del Paese e pari ad oltre il 13%. Suona veramente come una beffa l’enfasi del Governo che parla di crescita e sviluppo, pur sapendo che questo non vale assolutamente per la Calabria e le altre Regioni del Mezzogiorno che continuano a registrare il declino di intere aree produttive, il calo delle nascite, la fuga dei cervelli e la grave incapacità di utilizzo dei fondi europei, senza dimenticare che le infrastrutture, in particolare in tema di grandi opere, sono bloccate da anni, leggi alta velocità ferroviaria, area portuale di Gioia Tauro, messa in sicurezza delle aree disastrate da fenomeni alluvionali, completamento dell’Autostrada Salerno- Reggio Calabria, ecc.
    Analogamente drammatica la situazione che viene fuori dal rapporto sulla povertà assoluta che vede una maggiore accentuazione al Sud, con l’8,6%, salendo al 9,2% nei piccoli Comuni.
    La povertà relativa rimane stabile nel 2014 e interessa il 12,9% della popolazione , di cui il 9,8% anziani.
    In tutte le Regioni del Mezzogiorno, ad eccezione dell’Abruzzo, la povertà relativa è più diffusa rispetto al resto del Paese, con la situazione più grave in Calabria, il cui tasso è del 26,9% e quindi oltre un quarto della famiglie è relativamente povero. Anche la nostra Provincia non si discosta molto da tale percentuale.
    Tutto questo evidenzia la necessità urgente di intervenire per assicurare maggiori risorse ai servizi socio-assistenziali, sottolineando come da questi dati emerge ancora una volta il fatto che l’anziano finisce con lo svolgere in maniera diffusa e vitale il ruolo di ammortizzatore sociale. Una scelta non certamente libera ma conseguenza grave della situazione economica-sociale che l’Italia sta attraversando e che porta l’anziano a sopperire alle inefficienze di un welfare assolutamente inadeguato ai bisogni reali della gente.
    La ripresa del Mezzogiorno passa attraverso il PATTO SOCIALE richiesto dalla CISL più volte, selezionando così gli investimenti necessari per lo sviluppo e l’occupazione, utilizzando appieno le ingenti risorse dei fondi strutturali europei. Anche in Calabria il recente PATTO siglato con Confindustria e condiviso dalla Regione potrebbe recuperare gli strumenti necessari per settori chiave, come quelli dell’industria, dell’energia, dell’edilizia, l’innovazione e la ricerca, delle infrastrutture, utilizzando al meglio incentivi fiscali e fattori di convenienza per investire al Sud.
    Il campanello di allarme dei rapporti SVIMEZ e ISTAT non può registrare ancora il silenzio assordante del le Istituzioni e forze politiche Locali, delle Forze sociali, in particolare il FORUM del TERZO SETTORE , perché mai come adesso ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità, facendo per intero tutto quello che compete per ridare speranza alla parte più debole del Paese e, nel caso della Calabria, attenzionare la Provincia di Vibo, in una situazione di crisi irreversibile senza l’aiuto dei Governi regionale e nazionale.