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    Chiusura Poste: Incontro al Ministero, a settembre faccia a faccia con l’azienda

    Si è svolta stamattina presso il Ministero per lo Sviluppo Economico il preannunciato  incontro promosso dal consigliere Mimmo Bevacqua con il sottosegretario Antonello Giacomelli, al centro del quale le problematiche relative alla preannunciata chiusura di uffici postali in aree svantaggiate dell’entroterra calabrese.
    L’incontro,  dal clima cordiale e operativo,  è stato introdotto dal consigliere Bevacqua che nel portare il saluto del Presidente della giunta regionale Mario Oliverio ha espresso la propria soddisfazione per l’ esito dell’incontro  ed ha ringraziato l’ on. Giacomelli per la  disponibilità manifestata. Bevacqua nel suo intervento  ha evidenziato tra l’ altro, “le difficoltà che vive il Mezzogiorno e la Calabria in particolare come, peraltro documentato dall’ultimo rapporto Svimez che  registra indicatori sempre più negativi in un contesto in cui  povertà disagio e arretratezza si allargano sempre di più”.
    “Questa situazione – ha aggiunto l’esponente del Pd  –  richiede grande attenzione da parte del Governo  nazionale e la messa in atto di strategie di intervento, a tutti i livelli, atte ad arrestare le emorragie che vivono la stragrande maggioranza dei settori economico-produttivi, infrastrutture e comunicazione. Anche la decisione di chiusura di alcuni   uffici postali, in aree disagiate e dell’entroterra,  si inserisce nelle dinamiche di depauperamento e contrazione che da tempo sono carattere preminente dell’economia del sud. Ecco perché chiediamo al Governo di intervenire su  Poste italiane affinché riveda il Piano di razionalizzazione alla luce non tanto e non solo  delle economie aziendali, ma delle economie del Paese, in considerazione del più ampio e grande obiettivo  che è quello di far ripartire il Sud”.
    Dal canto suo il sottosegretario  Giacomelli   ha spiegato le difficoltà del governo ad intervenire su tale problematica, in quanto ogni decisione relativa alla chiusura o meno degli uffici postali è regolamentata da determinati parametri verificati e garantiti attraverso l’Agcom. L’on Giacomelli condividendo le preoccupazioni  espresse dal consigliere Bevacqua in merito alle precarietà sociali ed economiche della Calabria  si è impegnato, comunque, a verificare con Agcom la sussistenza  delle condizioni che hanno permesso di chiudere gli uffici e a convocare un tavolo di confronto nella prima decade di settembre, in un incontro ufficiale che vedrà, uno di fronte all’altro, Poste italiane e i sindaci dei comuni interessati alla chiusura degli uffici postali  nel tentativo di trovare le soluzioni migliori ad ogni situazione aperta.
    All’incontro di oggi a Roma erano presenti anche in rappresentanza degli altri comuni interessati alla vicenda,  sindaci di Longobucco, Roseto Capo Spulico e Rocca Imperiale.