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    Giuseppe Creazzo

    Corruzione Grandi opere: c’è anche la Salerno-Reggio Calabria nelle carte della Procura di Firenze

    di Clara Varano – Stefano Perotti, è uno dei personaggi centrali dell’ultima inchiesta che ha scosso l’Italia. “Sistema”, è questo il nome dell’operazione della Procura di Firenze e dei Carabinieri del Ros, coordinata dal procuratore Giuseppe Creazzo, che fino a poco tempo fa guidava la Procura di Palmi. Si tratta di un’indagine dalla portata enorme, sia per i personaggi di spicco coinvolti che per i numeri: 14 province di varie regioni, da nord a sud, coinvolte, tra queste figura anche Crotone, oltre a Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna e Olbia. Ma soprattutto la mano della corruzione sulla maggior parte degli appalti pubblici italiani degli ultimi decenni. Perotti, secondo gli inquirenti, sarebbe uno degli uomini centrali nell’indagine insieme ad Ercole Incalza, storico dirigente del ministero dei Lavori pubblici, e Francesco Cavallo. Da anni gestirebbero un sistema di corruzione che riguarda tutte le Grandi opere del nostro Paese e fra queste rientra anche l’autostrada A3, Salerno-Reggio Calabria. Sì, perché Stefano Perotti, project manager di livello A, certificato Ipma dal 2001, guida la PM Consulting, engineering focalizzata sui servizi di progettazione e soprattutto direzione lavori e proprio la PM Consulting, il 10 settembre 2014 ha ottenuto, grazie ad una presunta intermediazione per approvarne varianti di progetto, anche la direzione dei lavori e della sicurezza del macrolotto 2 e 4b, dal consorzio Italsarc, il macrolotto dell’A3 più “chiacchierato” delle ultime settimane: quello del viadotto “Italia”. Il consorzio Italsarc gestisce, infatti, i lavori sul tratto dove nelle scorse settimane è morto Adrian Miholca, un operaio di 25 anni, che lavorava su quello che è considerato il viadotto più alto del nostro Paese, crollato il 2 marzo, durante i lavori di demolizione della vecchia impalcatura. E la morte del giovane operaio per quanto emerge dall’ordinanza aveva preoccupato molto il manager, suscitando “l’allarme sia di Stefano Perotti sia di Giulio Burchi. Il primo afferma che l’incidente è avvenuto in un cantiere in cui lui ha la direzione dei lavori e decide di partire per la Calabria”. Le varianti del progetto di Perotti, inoltre, hanno fatto lievitare il costo dell’intera opera da 337 milioni di euro a 688. Si profilano, dunque, tempi lunghi per la riapertura dell’autostrada, anche perché adesso, per i lavori di messa in sicurezza servirà la firma di un nuovo direttore dei lavori che dovrà essere nominato al più presto.

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