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    Pietro Fuda

    Cd ‘corsaro’: Vibo commissariata, Fuda a Siderno. Nodo-primarie nel centrosinistra

    di Mario Meliadò – Se i partiti maggiori in Calabria faticano talora persino a riunirsi, per il Centro democratico si può parlare d’iperattivismo: tante le novità in cantiere.

    TESSERE, CONGRESSI & COSTITUENTE
    Si chiude domani, in 18 regioni su 20, il tesseramento del partito guidato da Bruno Tabacci. Viste le Regionali tenutesi appena il 23 novembre scorso, proroga per Emilia Romagna e (appunto) Calabria. Ma fino a quando sarà ancòra possibile iscriversi al Centro democratico in queste due regioni? Lo stabilirà il Consiglio nazionale a metà gennaio, e non sarà scelta semplice perché procede il cammino verso la “Costituente dei moderati” nell’alveo del centrosinistra (diversamente dal centrismo destrorso di “Area popolare”, risultante di Ncd e Udc). Ciò influenzerà inevitabilmente processi come il tesseramento e i congressi successivi. Prima riunione per la futura casa moderata “con sguardo a sinistra”, il 31 gennaio a Milano. E non saranno di scena solo soggetti nazionali: dalla trevigiana Marca Civica all’Upc sarda, tanti gli ingredienti locali nello shaker. Per la Calabria, Mario Tassone (Nuova Udc) e Agazio Loiero (Autonomia e diritti) sono in preallerta.

    Esiste poi un’ulteriore criticità: Cd è pronto ad andare ovunque col suo simbolo, ma la Costituente moderata potrebbe sfornare un proprio logo. Fermo restando che, per il primo anno almeno, i soggetti non si fonderanno ma daranno vita a una federazione che ricorda molto la Margherita dei bei tempi (Ppi, Democratici, Udeur e Rinnovamento italiano tutti insieme, ma poi pronti a marciare separatamente all’occorrenza).

    LAMEZIA
    S’è regolarmente svolta, avantieri a Lamezia Terme, la riunione dei vertici calabresi di Cd col neocommissario regionale Pino Bicchielli. Il 29 c’erano tutti i maggiori esponenti del partito, che un po’ si lecca le ferite dopo la mancata elezione di consiglieri regionali e le conseguenti dimissioni dell’ex coordinatore per la Calabria Pietro Fuda. Stavolta niente “sollevazioni”, ora vedremo perché.

    AMMINISTRATIVE
    Tutto sembra ruotare attorno all’atteso voto di maggio (forse il 17). Intanto, perché andranno alle urne ben sette Regioni, dalla Liguria alla Campania; poi perché in Calabria voteranno centri significativi come Gioia Tauro e Siderno, Taurianova e Villa San Giovanni nel Reggino e, tra i cinque capoluoghi di provincia, Vibo Valentia. Su quest’ultimo fronte l’attenzione è spasmodica, e in parecchi debbono solo formalizzare il proprio passaggio nelle fila tabacciane: il combinato disposto di questo fattore e delle imminenti Comunali ha persuaso Bicchielli a commissariare la federazione provinciale vibonese. Che, guardacaso!, è anche il territorio segnato dal peggior esito alle Regionali: un bruciante 1,1% provinciale, un incommentabile 0,8% a Vibo città e a Sant’Onofrio, un brutto 0,5% a Nicotera, un impalpabile 0,4% a Pizzo.

    Pino Bicchielli ha avvicendato personalmente l’ormai ex coordinatore provinciale Filippo Ruggero: in un certo senso, è la “seconda vittoria” di  Enzo Amodeo & C., la porzione reggina del partito che chiede di rivoluzionarne gli assetti. Prima son venute le dimissioni di Fuda, ora a fronte della richiesta di commissariare tutt’e cinque le province viene commissariata Vibo e fonti attendibili fanno sapere che al più tardi l’8 gennaio, al prossimo vertice (sostanzialmente, in concomitanza col primo Consiglio regionale dell’ “era Oliverio”), si approfondirà sulla governance negli altri territori.

    PRIMARIE
    Ma rispetto alla mutazione genetica di Cd e alle Amministrative di maggio, c’è un altro problema. Il Partito democratico ha già fatto sapere che nel Reggino – da Taurianova a Siderno – e forse ovunque in Calabria, i candidati alla sindacatura si sceglieranno con le primarie. Sel ha ribattuto: ok, ma allora si facciano anche a Villa San Giovanni (dove il Pd vuol “blindare” uno dei suoi)… Per i Tabacci-boys, qui il problema è anche il suo asso nella manica: domenica 4 gennaio, nella Sala consiliare del Comune di Siderno, sarà ufficializzata la candidatura a sindaco dell’ex senatore ed ex coordinatore regionale del Centro democratico Pietro Fuda. Primarie “vere” sidernesi sono impensabili: il miglior alleato dèm non si farà bruciare il suo “turbocompressore”.

    E poi, si fa presto a dire “primarie”… ma si faranno? E saranno del Pd, di coalizione o di programma? E solo in alcuni Comuni o dappertutto? C’è fame di criteri, di certezze. Ma chi ben conosce Fuda, sa che lui correrà “comunque” per la prima seggiola sidernese… E che l’ex assessore regionale e Presidente della Provincia reggina di Forza Italia, ex senatore della Lista consumatori prima e del fantomatico Partito democratico meridionale loieriano poi, ex consigliere provinciale “terzista” in quel curioso Polo civico che allestì con Peppe Bova, oggi perno del Centro democratico è praticamente impossibile da “incasellare” politicamente.