Riceviamo e pubblichiamo: Gentilissimo Presidente del Consiglio dei Ministri
Gentilissimo Ministro MIBACT
Gentilissimo Direttore Generale per gli Archivi
abbiamo appreso della nuova organizzazione delle sedi MIBACT e dei criteri e delle procedure per l’ assegnazione degli incarichi dirigenziali.
Questo documento suscita non poche preoccupazioni poiché, ripropone l’assetto organizzativo che esisteva prima della legge archivistica del 1963 cioè prima dell’istituzione della Soprintendenza archivistica per la Calabria. E’un tornare indietro nel tempo: la Soprintendenza Archivistica per la Calabria dopo 50 anni è di nuovo sede operativa distaccata della Soprintendenza di Napoli. Questa fusione avrà contraccolpi sull’intero territorio regionale con prevedibile aggravio dei procedimenti e rallentamento dei tempi di rilascio delle autorizzazioni, con ricadute anche a livello economico su imprese e liberi professionisti. Perdita di autonomia significa anche non avere in sede il dirigente di riferimento, poichè l’accorpamento previsto dal ministero comporta la presenza di un unico dirigente a Napoli. Questa fusione, purtroppo, che dovrebbe gestire un ambito territoriale enorme (Campania e Calabria ) minerebbe qualsiasi autonomia delle scelte locali che, fondandosi sulla puntuale conoscenza delle esigenze esistenti, sono sicuramente cruciali per lo svolgimento delle fondamentali funzioni delle Soprintendenze. Nel momento in cui fosse individuato il Dirigente l’ufficio reggino dovrà soltanto istruire la pratica da sottoporre a Napoli per le decisioni in merito. Nei suoi cinquant’anni di attività autonoma questa Soprintendenza non solo ha creato una fitta rete di rapporti interistituzionali con comuni, province, università, uffici diocesani e sanitari, che saranno negativamente condizionati da questo depotenziamento di fatto e di diritto, ma ha anche realizzato una ricchezza di dati che inseriti nei sistemi informativi del MIBACT hanno fatto della Soprintendenza un’ eccellenza. Lo sforzo primario della Soprintendenza è stato quello di cercare di stare vicino agli Enti e di porli nella condizione di avere fiducia verso la Struttura Statale più prossima alle loro necessità. Nel fare questo si è privilegiata l’applicazione delle regole fondamentali della Carta Costituzionale e dei principi cardine dell’azione amministrativa: imparzialità, buon andamento e trasparenza.
Eppure sembrava che ce ne fossimo liberati di questa unione con la Campania attraverso la crescita culturale e l’impegno civile. Ma le “convergenze parallele” consumatesi nelle segrete stanze ministeriali non entrano nel merito delle questioni di tutela sugli archivi non statali e per dirla con Marc Bloch “l’ignoranza del passato non solo nuoce alla conoscenza del presente, ma compromette nel presente l’azione medesima”( da Apologia della storia o mestiere di storico, 1949). Questo ennesimo accorpamento conferma il pensiero che la politica spesso si mostra matrigna.
Francesca Tripodi
già Soprintendente Archivistico per la Calabria




