Mimmo Gangemi torna in libreria il 12 novembre con Il prezzo della carne (Rubbettino, pp. 272, 16,00), un romanzo che racchiude in sè tutta la freschezza, l’impeto, l’urgenza dell’opera dall’esordio e la perfezione stilistica, il ritmo incalzante, la compiutezza dell’opera matura: ‘’E’ il romanzo – ha affermato l’autore – a cui mi sento più legato’’
Con un andamento carico di tensione e un registro da tragedia greca, il racconto si addentra nel cuore dell’Aspromonte, al cospetto di un’umanità in bilico tra cultura arcaica e modernità , dove l’ordine naturale delle cose è governato da regole ancestrali.
Dopo una serie di intimidazioni a fini estorsivi, opera di balordi, le vittime tra le quali l’ingegnere Parisi “ anzichè denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine si rivolgono agli uomini di rispetto. Ma esiste ancora un’onorata società paladina dei più deboli, in grado di punire le prepotenze e lavare le offese?
Hanno detto di lui:
«Non eravamo più abituati a trovare nella nostra lingua, ma in generale nella letteratura occidentale, un modo così semplice, potente e sensuale di narrare».
Curzio Maltese, «La Repubblica»
«Gangemi entra definitivamente nel filone di Alvaro, Strati, La Cava. Per narrare una terra irredenta che, come i suoi personaggi, non vuole sentirsi irredimibile.»
Gianluca Mercuri, «Corriere della Sera»




