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    Incidente ferroviario, “Quel sangue ovunque”: prime indiscrezioni sulle cause

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    di Clara Varano – “Scene apocalittiche, sangue ovunque, fumo, persone che sbattevano l’una contro l’altra”, sono queste le descrizioni dei sopravvissuti all’incidente ferroviario che ieri ha sconvolto la Calabria e l’Italia.

    1016572_10152271818389696_510145411_n“Avevo paura di morire”, dice Erica ai microfoni di Strill.it (LEGGI LA NOTIZIA). “Poteva essere una tragedia”, racconta, invece, uno dei machinisti salvo per miracolo. Tutti con il terrore negli occhi. “E’ una tratta maledetta”. Già, una tratta maledetta, perché proprio su quello stesso percorso, sono accaduti negli anni altri incidenti, finiti anche in tragedia. “Abbiamo vissuto un dramma – spiega un’infermiera del reparto -. Due ore in pronto soccorso con queste emergenze equivalgono a sette ore di reparto. Sono ancora sconvolta, perché gestire un’emergenza durante la quale non sai precisamente ‘cosa arriva’ è difficile”. Mandibole fratturate, denti caduti “sangue ovunque”, le condizioni di salute, tranne che per la donna ricoverata in rianimazione a Cosenza, presso l’Annunziata, sono stabili. “Stanno tutte meglio e in condizioni stabili. Anche i macchinisti, il cui stato di salute, ieri, era più preoccupante, oggi stanno meglio”. E’ quanto riferisce il primario del reparto di pronto soccorso di Catanzaro, Costanza Pullano, sentita al telefono. Associazione_Polizia_di_Stato“Sono tutti ricoverati nel reparto di chirurgia per fratture al costato e traumi diversi, ma coscienti e per il momento stabili”. Il lavoro del pronto soccorso di ieri, ineccepibile. Molto del personale è stato richiamato in servizio, tanti infermieri sono arrivati dagli altri reparti per dare una mano. Tra gli altri anche i volontari dell’Alvuss e quelli dell’associazione nazionale Polizia di Stato. L’organizzazione della dottoressa Pullano ha funzionato perfettamente, nonostante l’emergenza, nonostante il caos. E oggi, arrivano anche le singole storie, come quella del poliziotto libero dal servizio, che sprezzante del pericolo e senza essere certo delle proprie condizioni di salute, è risalito sul treno per trarre in salvo la donna, ricoverata oggi a Cosenza e la doonna incinta (LEGGI QUI LA STORIA).

    Soccorsi_incidente_trenoAll’indomani dell’incidente, quando accanto alle locomotive si sente ancora l’odore acre del fumo, si cercano i responsabili. Chi o Cosa, non ha funzionato? Le scatole nere sono state sequestrate dai carabinieri, la Pocura ha aperto un’inchiesta ed iniziano a trapelare le prime indiscrezioni sulla dinamica dell’incidente. Pare, infatti, che si tratti di un problema agli automatismi. L’incrocio tra i due treni doveva essere a San Pietro Apostolo, ma per motivi di ritardi il treno che doveva aspettare, proveniente da Soveria Mannelli, è partito lo stesso, lo scambio era stato spostato a Porto, ma per un motivo tecnico, il treno di Catanzaro pare che sia partito lo stesso. Pronto_soccorsoLe Ferovie della Calabria hanno ridotto il personale dei capi stazione. Questi sono completamente assenti nelle stazioni intermedie e ci sono solo a Catanzaro e a Soveria Mannelli, da dove vengono manovrati e monitorati gli scambi. Attraverso il DCA, si seguono i treni lungo la tratta. Ieri qualcosa in questo sistema non avrebbe funzionato. Se l’impatto fosse avvenuto 500-600 metri più avanti, in prossimità della curva, sarebbe stata una tragedia, i treni sarebbero deragliati. Fortunatamente, a causa dei numerosi lavori in corso sui binari, i due convogli non viaggiavano ad alta velocità. Ora spetterà alla Procura stabilire la reale dinamica.

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