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    Storia dei casino: dalle tabernae romane al boom digitale

    Luogo di grande fascino, simbolo di divertimento e ricchezza, il casino è ormai un’icona della cultura popolare occidentale e non solo. Protagoniste anche di tanti film e libri, le sale dedicate al gioco d’azzardo hanno in realtà origini molto antiche e ben distanti da quanto siamo abituati a vedere oggi. Ripercorriamo in questo articolo le tappe principali della loro storia, dall’epoca romana fino alle moderne versioni digitali.

    Il gioco nelle popolazioni antiche

    Oggi siamo abituati a pensare al mondo del gioco d’azzardo immaginando sale sfarzose e ricche di intrattenimenti, ma in realtà forme molto più semplici erano già in uso presso le popolazioni più antiche. Considerato un modo per socializzare e tenersi mentalmente attivi, oltre che per trascorrere il tempo, il gioco ha sempre rappresentato infatti un importante punto fermo per gli esseri umani, che già nell’antichità si dilettavano con dadi e altri oggetti rudimentali creando svaghi sempre nuovi.

    Un’idea di gioco più articolata può essere rintracciata presso gli antichi Egizi, i quali avevano ideato diversi passatempi da tavolo non molto dissimili da alcuni giochi tuttora utilizzati. Uno di questi, il Meheil, si basava per esempio sull’uso di un tabellone rotondo raffigurante una sorta di serpente arrotolato su se stesso, sul quale bisognava muovere delle pedine, proprio come accade in tanti giochi da tavolo che hanno accompagnato la nostra crescita e che ancora oggi possiamo trovare in commercio, dal Gioco dell’Oca al Monopoli.

    Anche gli antichi Romani amavano molto giocare e scommettere ed è proprio durante l’età dell’Impero che si diffusero le prime sale interamente dedicate a queste attività. Le tabernae lusoriae, come venivano chiamati questi luoghi, univano il piacere del buon cibo al divertimento, proprio come dei veri e propri casino ante litteram in cui persone di ogni ceto sociale erano solite riunirsi nel nome dell’intrattenimento più genuino. Reperti riguardanti le tabernae sono tuttora visibili a Pompei e in altri siti archeologici di epoca romana, con tanto di affreschi raffiguranti proprio alcuni momenti salienti vissuti in tali ambienti.

    La nascita delle baratterie medievali

    Il Medioevo è stato un periodo piuttosto controverso, in cui spesso le autorità religiose puntavano a impedire alcune attività umane ritenute poco consone. Il gioco, tuttavia, riuscì a resistere anche a queste difficoltà e a prendere piede in quest’epoca pur dovendo rispettare limitazioni di vario genere.

    La nascita delle baratterie è legata proprio alla necessità, da parte dei governanti, di garantire al popolo luoghi in cui poter esprimere liberamente la propria passione per il gioco senza tuttavia inimicarsi il potere religioso: realizzati sia all’aperto che al chiuso, questi spazi permettevano alle persone di divertirsi in maniera legale e, al tempo stesso, di non far perdere importanti guadagni alle casse cittadine, che proprio dalla tassazione di tali attività recuperavano importanti somme da destinare alla gestione del Comune.

    Venezia e la fondazione del primo casino

    Tabernae e baratterie possono essere considerate le antesignane di quelli che sono i casino a cui siamo abituati a pensare oggi. Da quelle prima esperienze di ambiente interamente dedicati al gioco, nel tempo si è infatti arrivati alla nascita di sale sempre più curate ed eleganti, specchio di una società che andava cambiando le sue abitudini.

    In particolare è nella ricca Venezia che prende vita il primo vero casino moderno, aperto in Palazzo Dandolo nel 1638 grazie alla licenza di pubblico ridotto ricevuta dal Governo e simbolo di uno sfarzo e di un lusso che solo la Serenissima Repubblica poteva mettere in campo. Frequentato da personaggi di spicco della nobiltà cittadina, cortigiane e gentiluomini, tra i quali Giacomo Casanova, il primo casino veneziano aprì la strada all’apertura di altre sale cittadine e, nel giro di qualche decennio, al trasferimento di questa esperienza in altre città d’Europa, come Baden Baden, Spa e Sanremo.

    È infine nel corso del ‘900 che l’idea di casino raggiunge altri continenti, in particolare quello americano e quello asiatico, proprio lì dove si vedranno nei vari momenti storici esperienze di intere città, Las Vegas e Macao in primis, in grado di fondare la propria ricchezza sul gioco d’azzardo e di assurgere a icone della cultura popolare globale.

    Il gioco e la rivoluzione digitale

    L’ultima rivoluzione nel mondo dei casino è quella avvenuta negli ultimi 20 anni circa, ossia l’introduzione di piattaforme digitali per giocare direttamente da PC e, successivamente, delle app per dispositivi mobili, un fenomeno che ha portato a un vero e proprio momento di rottura rispetto all’idea tradizionale di sala gioco. Fedeli alle caratteristiche tipiche dei loro corrispettivi fisici, ma basati su tecnologie completamente differenti, i casino online che oggi dominano il mercato hanno favorito una diffusione ancora più capillare di questi giochi, avvicinando tantissime persone a grandi classici come slot, roulette e blackjack.

    I casino online rappresentano oggi uno dei settori più redditizi online e non solo, grazie all’utilizzo di sistemi sempre più completi e accattivanti, tanto da offrire attualmente impiego a migliaia di persone in tutto il mondo, impegnate sia nelle attività direttamente legate al gioco, come nel caso dei croupier, che in tutta la parte relativa allo sviluppo delle piattaforme web, al web marketing, alla sicurezza e all’assistenza clienti.

    Insomma, nonostante la lunga evoluzione conosciuta nel corso dei secoli, l’esperienza dei casino e la loro capacità di adattarsi ai mutamenti della società dimostrano come il gioco sia stato in grado di attraversare le epoche mantenendo inalterata la sua importanza agli occhi degli individui, che proprio in queste forme di svago riescono a ritrovare molto spesso distrazione e serenità.