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    Gattuso e la nuova sfida: riportare il Napoli in Champions League

    La sfida più importante della carriera e l’opportunità di entrare in pianta stabile nell’élite dei tecnici europei. È quello che attende Rino Gattuso alla prima stagione completa alla guida del Napoli. Il tecnico calabrese è subentrato al mentore Carlo Ancelotti lo scorso dicembre e ha già portato in bacheca una Coppa Italia, ma è chiamato al salto di qualità definitivo: riportare gli azzurri in vetta per tornare a giocarsi lo scudetto.

    Se non sapete su cosa scommettere oggi un buon consiglio è quello di fidarsi del nuovo Napoli di Gattuso che avrà sicuramente il carattere e la voglia di vincere del suo allenatore. E che il nuovo corso sia ufficialmente iniziato si è capito bene sia dalle prime conferenze stampa che dai primi allenamenti ufficiali.

    “Ci vuole senso di appartenenza e volontà, io voglio gente motivata. L’asticella va alzata in quel senso per migliorare. Io ho rotto le scatole ai miei giocatori dopo la Coppa Italia, volevo migliorare lì.” Parole e musica di Rino Gattuso, intervistato dai cronisti all’inizio del ritiro di Castel di Sangro. Un Gattuso apparso carico come non mai e ben consapevole di giocarsi la chance più importante della sua giovane carriera di tecnico. Due i punti su cui l’allenatore calabrese ha deciso di puntare: il carattere, e non poteva essere altrimenti, e la verticalizzazione veloce del gioco che troppo spesso è mancata nelle ultime stagioni.

    Meno palleggio, dunque, ma azioni più rapide e rifornimenti più veloci per gli attaccanti. Una soluzione che porterà quasi inevitabilmente al cambio di modulo. Non più il 4-3-3 di sarriana memoria (e utilizzato negli ultimi sei mesi) o il 4-4-2 di Ancelotti, ma un nuovo 4-2-3-1 che punterà su una difesa solida, su un centrocampo da battaglia composto da Zielinski (fresco di rinnovo) e dalla rivelazione Demme e su un reparto offensivo formato da capitan Insigne, uno tra Lozano e Politano, e Dries Mertens, l’uomo dei record. Tutti  dietro all’acquisto più costoso dell’era De Laurentiis (70 milioni in 5 anni più bonus), quel Victor Osimhen reduce da una stagione da 18 gol in Ligue 1 con la maglia del LOSC Lille e di cui si dice un gran bene. Rino ha già costruito la solidità difensiva e la compattezza nel pressing nei suoi primi mesi a Napoli. Adesso servono trame offensive nuove e il modulo giusto per esaltare la tecnica e la fantasia dei singoli.

    Fin qui abbiamo parlato solo di chi è già al lavoro con Gattuso ma il Napoli potrebbe uscire rivoluzionato dal calciomercato appena iniziato. Demme, Lobotka e Politano sono in squadra dallo scorso gennaio ma possono essere considerati alla stregua di nuovi acquisti. Insieme a loro sono arrivati lo stesso Osimhen, il difensore Rrhamani dal Verona e Petagna dalla Spal mentre hanno lasciato Fuorigrotta Callejon, a cui non è stato rinnovato il contratto, e Allan, ceduto all’Everton per 28 milioni di euro. La stessa strada, quella verso la Premier League, che è pronto a percorrere anche Kalidou Koulibaly, promesso sposo del Manchester City e per cui la squadra di Guardiola è pronta a sborsare la cifra record di 70 milioni.

    Servono dunque un difensore centrale di alto livello, ricambi negli esterni d’attacco e nuova linfa sulle fasce di difesa. Per il primo spot, una volta partito Koulibaly, si guarda con interesse a Marcos Senesi, centrale argentino classe 1997 dotato di buona tecnica e ottimo fisico, attualmente in forza al Feyenoord. Per regalarlo a Gattuso servono 20 milioni. Le alternative si chiamano Papastathopoulos (Arsenal), Reguilón (Real Madrid), Pezzella (Fiorentina) e Romero (Juventus). E se il ventaglio di scelte per la difesa è già ampio, lo è ancora di più per rinforzare la pattuglia dei trequartisti. Sul taccuino di Giuntoli ci sono, in ordine di preferenza: Jeremy Boga, rivelazione del Sassuolo e sul taccuino delle big del calcio europeo, Brekalo, 22enne croato del Wolfsburg, il veterano Antonio Candreva in uscita dall’Inter, Thauvin del Marsiglia, Federico Bernardeschi della Juventus e Cengiz Ünder della Roma.

    Probabile anche un nuovo innesto a centrocampo, nonostante sia il reparto al momento più completo fisicamente e tecnicamente. Le indiscrezioni di mercato parlano di una richiesta diretta di Gattuso per portare in azzurro Jordan Veretout della Roma. La trattativa è difficile, visti i costi elevati e la volontà della nuova proprietà giallorossa di presentarsi senza vendere i pezzi migliori, ma un tentativo per accontentare il tecnico verrà fatto sicuramente.

     

    Si parla dunque di innesti importanti e nomi prestigiosi il cui eventuale arrivo sarà finanziato dalle future cessioni. Molto lunga, infatti, anche la lista dei calciatori destinati alla partenza. Non faranno parte della squadra per il campionato 2020/2021 Ounas e Younes, per cui si cercano nuove sistemazioni in prestito o a titolo definitivo, Gennaro Tutino e Faouzi Ghoulam, ormai lontano parente del terzino sinistro che aveva fatto innamorare mezza Europa. Il nome più caldo in uscita, però, è quello di Arkadiusz Milik, mai entrato in perfetta sintonia con il tecnico e spesso relegato al ruolo di riserva di Mertens. La società lo valuta più di 32 milioni di euro ma non mancano gli estimatori, Roma e Juventus in primis, pronte a fare un’offerta in caso di partenza di Edin Dzeko e Gonzalo Higuaín.

    Tutta da valutare anche la questione Meret. Il giovane portiere è sceso nelle gerarchie di Gattuso alle spalle di Ospina e ha voglia di giocare, anche in chiave di un’eventuale convocazione ai prossimi Europei. Difficile che Giuntoli lo lasci partire per una cifra inferiore ai 20 milioni. Più probabile una soluzione in prestito secco per 12 mesi e un ritorno alla base all’inizio della prossima stagione.

    Sarà dunque un Napoli rivoluzionato quello che affronterà la prima trasferta della stagione il prossimo 20 settembre a Parma. Un Napoli che molto probabilmente avrà pochissimi reduci dell’era Sarri e che sarà a immagine e somiglianza del nuovo tecnico: forte fisicamente, dotato di grande corsa, compatto e pronto a far male con ripartenze veloci. Se sarà sufficiente per tornare a giocarsi lo Scudetto o uno dei quattro slot che portano in Champions League sarà soltanto il campo a dirlo.