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    Cibo e mente, un rapporto inscindibile

    Nutrirsi è uno dei nostri primi istinti, uno dei bisogni primari dell’uomo, una necessità elementare. Tuttavia, non possiamo ridurlo solo a questo. Il cibo è anche socialità. Le prime società umane si sono unite anche per procacciarsi alimenti e per condividerli. Consumarli insieme ha originato una complessa serie di riti che si distinguono di civiltà in civiltà. Sono nate delle vere e proprie culture del cibo, sempre più articolate.

    Una delle prime cose che gli uomini hanno notato è che la salute umana dipende in modo significativo dal cibo consumato. Prima dello sviluppo della medicina moderna, in assenza di medicinali efficaci e di tecniche di guarigione scientificamente adeguate, i medici per preservare la salute dei loro pazienti si concentravano soprattutto sulla loro alimentazione. La salute del corpo, tuttavia, non è l’unica delle preoccupazioni quando si guarda al benessere umano. Un noto adagio latino recita infatta “mens sana in corpore sano”. La salute della mente e quelle del corpo sono tra loro legatissime e, a loro volta, queste sono in stretta correlazione con la nostra alimentazione.

    In questo periodo aumenta l’interesse per i benefici legati all’alimentazione. Negli ultimi anni, diversi studi hanno riscontrato effettivi miglioramenti delle performance mentali umane, legati ad un’alimentazione mirata e bilanciata. Lo testimoniano molti campioni degli sport della mente, come pokeristi o scacchisti noti a livello internazionale. È attestato da più fonti che ci sono cibi capaci di migliorare le nostre prestazioni mentali, nonché la nostra stabilità emotiva e il nostro benessere psichico.

    In primo luogo, è importante distinguere la differenza tra nutrirsi e saziarsi. Molto spesso tendiamo a considerare il fatto di mangiare come mera assunzione di calorie, che bruciamo per produrre energia. Miriamo a raggiungere la sazietà senza farci troppe domande. Tuttavia, il nostro corpo ha bisogno di precisi nutrienti per funzionare al meglio.

     

    Innanzitutto, avere il controllo delle calorie che assumiamo è sicuramente importante sulle nostre funzioni cognitive. Un eccesso di calorie, infatti, riduce la nostra plasticità sinaptica e aumenta la vulnerabilità delle cellule del nostro corpo, portando ad un significativo rilascio di radicali liberi. Il giusto apporto calorico ci aiuta a proteggere il nostro cervello dai danni dell’ossidazione.

    Tuttavia, l’indice calorico non è l’unica cosa che dobbiamo tenere d’occhio. È importante guardare con attenzione a diversi elementi, come ad esempio l’indice glicemico degli alimenti di cui ci nutriamo. Gli alimenti con un alto indice glicemico sono quelli che portano il nostro corpo a rilasciare delle grandi quantità di insulina, affinché la glicemia venga riportata ai suoi valori fisiologici. La produzione massiccia di insulina porta a quella che viene chiamata “ipoglicemia reattiva”, ovvero ad un crollo della glicemia. Quando la glicemia si abbassa avvertiamo un forte senso di stanchezza, mancanza di concentrazione e un senso di fame continuo. Per mantenere al meglio la nostra lucidità è quindi importante evitare bruschi innalzamenti della glicemia, mettendosi così al riparo da improvvisi crolli. È importante mantenere un indice glicemico costante, evitando zuccheri e dolci in generale, sostituendo i cereali raffinati con quelli integrali, prediligendo in particolare fonti di grassi “buoni”, come l’olio extra-vergine d’oliva e la frutta secca a guscio.

    Una dieta ricca di acidi grassi omega-3, che ritroviamo nelle noci, nel pesce azzurro, nei semi di lino e in molti altri alimenti, ci aiuta a mantenere la funzione sinaptica e la plasticità dei nostri neuroni. Al contrario, secondo alcuni studi, il consumo massiccio di grassi saturi, porterebbe a ridurre i substrati molecolari a supporto dell’elaborazione cognitiva, aumentando i rischi di disfunzioni neurologiche. Questo avviene perché i grassi influiscono in modo significativo sui processi cerebrali umani, regolando la neurotrasmissione, modificando la fluidità delle membrane cellulari e le vie di trasmissione dei segnali nervosi.

    Tra i cibi migliori per il funzionamento del nostro cervello possiamo annoverare anche frutti come i mirtilli. Questi, come altra frutta e verdura di colore rosso scuro e viola, aiutano a potenziare le nostre capacità di memoria a breve termine. More, lamponi, fragole, uva nera e ciliegie sono buoni alleati della nostra salute. Anche il consumo di pomodori è molto importante. Secondo più ricerche, nei pomodori vi è un alto indice di licopene, un antiossidante ha un ruolo molto importante nel proteggere il corpo dai danni dei radicali liberi, aiutando così a prevenire varie forme di demenza. L’olio extra-vergine d’oliva favorisce l’assorbimento del licopene, si consiglia quindi di accompagnarli con un filo d’olio a crudo.

    Nella lotta alla demenza, in particolare all’Alzheimer, sembrerebbero avere la loro parte anche le vitamine del gruppo B – B6, B12 e acido folico, note per ridurre i livelli di omocisteina nel nostro sangue. Alti livelli di omocisteina sono spesso associati ad un aumento di rischio di ictus e di demenza. È importante per questo non trascurare alimenti ricci di vitamina b come il pollo, le uova e le verdure a foglia verde.

    Infine, da non dimenticare mai un consiglio sempre valido, ovvero quello di privilegiare frutta e verdura di stagione, variando spesso la nostra dieta.