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    Cerisano (Cs), “Rinnovamento e futuro” boccia il rendiconto di gestione anno 2019

    “Martedì 30 giugno il Consiglio comunale di Cerisano ha discusso il rendiconto di gestione relativo all’anno 2019, previo intervento di presentazione dell’assessore al Bilancio Muoio, il quale ha ammesso talune difficoltà gestionali, dovute soprattutto allo scarso incasso dei tributi. Una questione annosa, quest’ultima, che ha catapultato l’assessore stesso su una realtà diversa da quella della campagna elettorale del 2016. Muoio ha, tra le altre cose e in due occasioni, invitato i suoi colleghi di maggioranza ad evitare spese imprudenti, le quali altro non fanno che gravare su un bilancio vuoto politicamente e deficitario nei numeri.

    Come infatti sollevato dal gruppo di opposizione, sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale non sperperasse i soldi, pochi, in opere tanto costose quanto inutili ma di prestare maggiore attenzione al sociale, alla viabilità, all’ambiente, alla cultura, che non può essere solo Festival delle Serre, e via discorrendo. È in questi aspetti che dovrebbe fare la differenza la capacità di chi si occupa della cosa pubblica. Capacità che dovrebbe emergere soprattutto quando si gestisce un paese che si regge solo sui tributi, che tanta gente non può pagare, e sui scarsi trasferimenti dello Stato centrale, che di fatto minano la possibilità di fornire servizi soprattutto se il tutto si somma ad una amministrazione comunale sprovveduta e inadeguata come quella attualmente in carica.

    La relazione del Revisore dei Conti è altresì impietosa: mancata restituzione dell’anticipazione di cassa per euro 825.801,78, con relativi interessi pari a euro 42.887,28; superamento dei termini di pagamento e mancata indicazioni delle misure da adottare per rientrare nei termini di pagamento previsti dalla legge; la già citata scarsa capacità di riscossione.

    Un bilancio chiuso in positivo grazie al pericoloso gioco dei residui, degli accertamenti, dei crediti di dubbia esigibilità. Insomma, nulla di buono all’orizzonte! Ma ancor prima di discutere il bilancio, il consiglio ha affrontato la discussione inerente le aliquote relative alla Nuova Imu. Ebbene, la maggioranza di governo del paese ha confermato quelle previste, sollevando dei dubbi nell’opposizione, la quale, in particolar modo ha ritenuto inopportuno lasciare 10,60 per mille per le “Aree Fabbricate”, viste che le stesse, e per via della crisi e per via della Legge Regionale Rossi sullo sfruttamento del suolo zero, non possono più considerarsi tali. Ragion per cui sarebbe opportuno dotarsi di uno strumento urbanistico, utile non solo a porre fine a questo stato di cose ma anche al fine di rimettere in moto l’economia del paese, altrimenti a nulla è servito sbandierare ai quattro venti la diminuzione dei diritti di segreteria per gli atti che riguardano le attività urbanistico-edilizie, Ecobonus 110 a parte, in quanto all’epoca, febbraio 2020, non previsto. È questo a suggellare una scarsa visione delle cose, lasciando che il caso faccia il suo corso”. Lo scrive in una nota il gruppo consiliare “Rinnovamento e Futuro”.