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    Cardeto (Rc) – Megale: “Il sindaco Arfuso spieghi i reali motivi della conclusione del sistema Sprar/Siproimi”

    “Se l’arrampicata sugli specchi fosse una disciplina olimpica a vincere la medaglia d’oro, in scioltezza e con netto distacco, sarebbe il sindaco Arfuso che, con le sue “precisazioni”, non ha saputo dare spiegazioni reali e concrete in merito alla decisione della sua amministrazione di non proseguire l’esperienza del Comune di Cardeto nel sistema Sprar/Siproimi.
    Trapela non poco nervosismo dal comunicato trasmesso dal sindaco Arfuso con il quale cerca di sostenere delle ragioni senza alcun fondamento difendendo l’indifendibile.
    A distanza di un anno non riesce a scrollarsi di dosso le mie dimissioni da consigliere comunale tanté che ciò, non solo, le causa non pochi malumori e preoccupazioni personali ma, cosa ancora più grave, le impedisce di fare ciò che un vero Sindaco è chiamato a fare: dare risposte alla cittadinanza.
    Le veniva indicata la luna e, invece, ha preferito soffermarsi a guardare il dito scegliendo di travisare e fuggire a delle legittime domande circa il suo operato. Avrebbe dovuto pensarci bene prima di candidarsi se alle critiche e ai giudizi politici reagisce con irritabilità, nervosismo e ombrosità.
    È valso a poco una “lunga e attenta riflessione” che ha portato la sua amministrazione alla scelta di non proseguire nel sistema Sprar/Siproimi considerato che delle “diverse motivazioni” millantate, e nemmeno esplicate nel comunicato, non vi è, in realtà, una, e una soltanto, che possa giustificare una tale decisione, questa sì che “non fa altro che incentivare le differenze sociali e culturali tra la comunità”.
    Forse a questa amministrazione le differenze culturali, di razza e di nazionalità spaventano per partito preso avendo gli stessi dei preconcetti che stridono non poco con il momento storico che stiamo vivendo e in cui il razzismo e ogni forma di discriminazione sono una piaga da combattere e sconfiggere. E quale esempio concreto per dimostrare il contrario, sarebbe stato il dare continuità ad un progetto di commistione culturale come il progetto Sprar/Sipromi e di speranza per donne, uomini e bambini provenienti da realtà così diverse come la nostra.
    Il vero fuggiasco in questa vicenda, che si sta rivelando dai contorni tragicomici, è il sindaco Arfuso e la sua amministrazione che, davanti a “problematiche e difficoltà”, che la stessa cita in riferimento al progetto Sprar/Siproimi senza saperne dare una approfondita spiegazione poichè inesistenti, ha preferito scappare sottraendosi all’assunzione di responsabilità e al compito per il quale un amministratore viene eletto ossia affrontarle con coraggio per il bene della comunità che amministra.
    Coloro che l’attuale sindaco di Cardeto Arfuso definisce “soggetti che fino ad ora sono stati impegnati alle dipendenze delle Cooperativa Marzo 78”, per l’amministrazione comunale targata Pietro Fallanca e nella quale ho avuto l’onore di rivestire il ruolo di assessore, erano e sono donne e uomini che a Cardeto, grazie alla nostra scelta, hanno lavorato in questi lunghi anni.
    Questo, ancora una volta, evidenzia le differenze sostanziali tra chi ha amministrato questo paese lavorando incessantemente affinchè i nostri giovani non dovessero emigrare lontani da Cardeto e chi invece, ancor più in un tale momento di crisi economico-sociale, invece di credere nelle risorse umane che il nostro paese offre preferisce una becera e sterile speculazione politica.
    L’attuale amministrazione comunale di Cardeto è talmente preoccupata della “rete di assistenza e servizi sociali a favore di tutta la comunità” che, se avessero avuto un minimo di umiltà e si fossero fermati a studiare e informarsi in merito a cosa sia un progetto Sprar/Siproimi, avrebbero avuto in parte una soluzione in quelle stesse professionalità operanti in tale progetto e che paradossalmente, con la loro decisione hanno scelto di farne a meno, salvo offrire agli stessi una non meglio specificata collaborazione chissà quando e chissà come.
    Già, perché il progetto Sprar/Siproimi ha tra le sue finalità anche il supporto alla comunità accogliente rafforzando ad esempio un settore come quello dei servizi e delle politiche sociali. Può piacere o meno, ma chi nell’ultimo decennio ha amministrato questo paese, una linea l’aveva tracciata preoccupandosi di sviluppare nuove soluzioni in materia di politiche sociali. Bastava proseguire, senza preconcetti, su quella strada. Ma, si preferisce immaginare che per orgoglio, l’attuale amministrazione abbia preferito, essa sì, perdere di vista quelle che sono le reali necessità del nostro paese. Si sa, l’orgoglio è un cattivo consigliere.
    A fronte dei numerosi benefici che l’adesione al sistema Sprar/Siproimi ha portato e avrebbe continuato a portare a Cardeto e ai suoi cittadini, si registra, ancor di più dopo il comunicato del sindaco Arfuso, la totale mancanza di motivazioni circa la decisione di non proseguire l’esperienza in tale sistema. E, cosa ancor più grave, la precisazione fatta a mezzo stampa dall’attuale sindaco, laddove afferma che “tale progetto aveva una scadenza naturale che non è stata assolutamente anticipata”, dimostra e conferma la premeditazione dell’attuale amministrazione di voler colpire, a prescindere, quanto creato dalla passata amministrazione.
    Il vuoto motivazionale con il quale il sindaco Arfuso non ha voluto spiegare il perché di tale decisione, non lascia dubbi sulle reali motivazioni che hanno spinto l’attuale amministrazione a compiere una scelta vile e ignobile che, fatti e dati alla mano, penalizza pesantemente la comunità cardetese”.
    Eleonora Megale
    Ex assessore comunale di Cardeto