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    Reggio Calabria: il concerto di fine anno dell’orchestra dell’I.C. “Vitrioli – Principe di Piemonte”

    “Sono esistiti, ed esistono tuttora, malgrado i disordini che la civiltà reca, piccoli deliziosi popoli che appresero la musica con la semplicità con cui si apprende a respirare. Il loro conservatorio è: il ritmo eterno del mare, il vento tra le foglie, e mille piccoli rumori percepiti con attenzione, senza mai ricorrere a trattati arbitrari” (Claude Debussy).

    La tradizione concertistica di fine anno scolastico rappresenta uno dei tratti distintivi dello spirito identitario dell’I.C. “Vitrioli – Principe di Piemonte” sin dalla sua origine, in quanto l’orchestra giovanile nata come corollario emblematico del corso ad indirizzo musicale, istituito presso la scuola secondaria di I grado “D. Vitrioli”, è un simbolo per la nostra comunità scolastica anche di fronte all’emergenza determinata dall’attuale pandemia.

    Il percorso formativo in questione prevede l’insegnamento di quattro strumenti di istituzione ministeriale (pianoforte, chitarra, flauto traverso, violino) mediante lo svolgimento di lezioni individuali in orario pomeridiano di pratica, teoria e solfeggio e culmina nell’attività orchestrale che prevede l’approfondimento della musica d’insieme per il triennio previsto dall’ambito di scolarità, nonché l’attività corale in continuità verticale con l’ordine di scuola primaria del plesso “Principe di Piemonte”.

    In tal senso, al fine di condividere i sentimenti di appartenenza e di diffondere un messaggio univoco di resilienza e di speranza, la nostra orchestra giovanile ha realizzato un videoclip in cui esegue “a distanza” ma “in simultaneità” la celeberrima aria “Habanera” tratta dall’opera “Carmen” di Georges Bizet che è, tradizionalmente, una danza popolare cubana lenta, con doppia metrica ed un ritmo assimilabile al tango e derivante dalla “controdanza” europea del XVIII secolo.

    La sperimentazione della didattica a distanza, che ha avuto un incipit tempestivo con la digitalizzazione delle attività svoltesi in modalità sincrona e asincrona dai primi giorni di Marzo, si tinge di armonie, suoni, toni, note, pause e ritmi scanditi dal metronomo dell’anima che la musica fa vibrare dalla stanza di ogni giovane orchestrale che viene guidato dal proprio maestro in un ensemble virtuale energico ed entusiasmante.

    I nostri talentuosi artisti hanno trasmesso passione, impegno, maturità e motivazione nella prestazione virtuale che ha rappresentato, in maniera rilevante e commovente, un omaggio allo studio profuso, all’insegnamento ricevuto, alla scuola che crede in loro e all’amore per la musica.

    L’andamento, il tempo e le dinamiche esecutive sono state consacrate dalla direzione del prof. Vittorio Musarra (flauto traverso) e dall’impareggiabile coordinamento della performance di ogni gruppo di strumentisti guidati dai proff. Anna Lucia Basso (violino), Domenico Carere (chitarra), Angela Pandolfino (pianoforte) e Rosalba La Mantia (voce). I nostri docenti si impegnano a trasmettere agli alunni tecnica, metodo, fiducia, sicurezza e interesse anche nel momento più drammatico in cui si è isolati, lontani, separati e sconfortati, giacché la scelta corale è quella di “non fermare la musica” per divulgarla e parteciparla nel suo ruolo più autentico, educando all’ascolto, favorendo le abilità adattive, consentendo di maturare un buon grado di autonomia nella propria interpretazione, restando in sintonia con i gli altri compagni.

    L’amour est un oiseau rebelle ricorda la Dirigente Scolastica, dott.ssa Maria Morabito, al fine di evidenziare la profondità del contributo realizzato dalla nostra orchestra quale fondamento ideale della collaborazione e della cooperazione per un medesimo obiettivo di vicinanza anche a distanza, costituendo il monito alla ricerca della libertà che raggiunge la sua più alta espressione nel volo dei virtuosismi musicali e rappresentando una sorta di linfa vitale per alimentare il tessuto intimo della nostra scuola e del suo territorio di riferimento che, grazie al lavoro del personale, alla partecipazione delle famiglie e all’esperienza formativa dei ragazzi diviene una vita che confluisce in altre vite tramutandosi in storia inedita e significativa.