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    Il Piacere illusorio della poesia e della filosofia

    Riceviamo e pubblichiamo

     

    Nei tempi la poesia ha guidato il cammino degli uomini, è stato luogo di rifugio, porto sicuro ai molti che rifuggono la realtà, trovando in Essa uno strumento per poter esprimere le loro emozioni, il proprio Verbo, costruendo una realtà illusoria ma non tanto lontana dai tempi reali. La poesia ha guidato penne  di poetiil, ha dato la possibilità di spaziare lontano, di creare nuovi mondi e nuovi stili di linguaggio, sorvolando intere nazioni è giunta nel cuore di chi la ama, nella mente dei grandi pensatori, a volte trovandosi in antitesi  con la filosofia, ma entrambe possiamo definirle facce della stessa medaglia.  Questa antitesi a volte si può considerare un successo, quando menti filosofiche come Schopenhauer o penne illustri come Giacomo Leopardi accomunano in quella che è  la  loro disciplina il desiderio del raggiungimento del Piacere dell’Illusione, così definito dal Leopardi stesso, in quanto è quel desiderio  o sensazione di possedere una realtà che non ci appartiene ma che ci permette di tradurla  in una illusione mentale che non fa arrivare a nulla, voglia oserei dire necessità di poter continuare a vivere.

    Su questa scia il poeta sogna, contempla, si proietta verso nuovi orizzonti, descrive un mondo suo o meglio dire conforme al suo esistere, dove lo scrivere è il costrutto sostanziale di una “Vita illusoria”, ma una vita nella quale il poeta ama immergersi per dar luogo alla sua vena poetica senza alcuna remora o costrizione nella speranza, a volte , che il suo scritto si tramuti in un messaggio verso tutti.

    Su questi concetti la filosofia di Schopenhauer trova conforto e massima espressione, in quanto la volontà dell’ uomo non si arresta mai perché essa è irrazionale, perché la sua ricerca spesso è determinata priva di scopi, di obiettivi, quindi il tutto non fa altro che generare alla fine  dolore e delusione. Per il filosofo la vita è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, non dimentichiamo il periodo storico, siamo in piena epoca Romantica, dove il Pessimismo rappresenta una nota importante della cultura del tempo, in netta contrapposizione con il Razionalismo Illuminista  dove l’artista  si lascia guidare dalle passioni e dalle pulsioni. La noia , in entrambi, provoca ricerca illusoria, riflessioni di pensieri che si allontano dalla mera realtà e che si rifugiano nella ricerca di piaceri, emozioni e sensazioni illusorie, che attingono come inizio del loro essere proprio dalla realtà che non fa altro che produrre inedia e noia, è un susseguirsi di pensieri, di volontà non realizzabili nella vita quotidiana.

    Gli artisti si immergono, con i loro strumenti, nella ricerca di una gioia infinita, illusoria, ma essa genera immancabilmente   un senso di confusone e di ricerca che provoca un annullamento della persona, Schopenhauer definisce ciò con il termine “Noluntas” , ovvero “Annullamento del Volere”; Termine sicuramente  ispirato al filosofo dal suo studio e dalla lettura dei Testi Sacri  del “Vedanta”, dove il mondo trova  forma evanescente, ma l’uomo può raggiungere il Noumeno attraverso l’illusione del mondo, quindi il Velo di Maya si può squarciare.

    Il poeta ispirato dalle quattro forme di conoscenza super fenomenica di Schopenhauer, di “Arte “ come estetica, di “Compassione” che genera sentimento in quanto l’uomo è incapace a provare sentimento che è l’unico strumento per provare compassione, di “Giustizia” che permette di limitare la nostra affermazione quindi provare del dolore che  guida verso la via dell’ “Ascesi”,  utile per poter mitigare tutte quelle volontà della vita, dal legame verso gli oggetti e verso ciò che circonda, riuscendo a placare la volontà di affermazione, scrive e compone i suoi versi donandosi in piena libertà e condizionamento al mondo reale che incombe, diventa osservatore di una scena che profondamente e rapidamente fugge nei suoi scritti, arricchendoli di quel sentimento che brucia dentro di sé.

    Esso cerca con  i suoi versi di esprimere  una grandezza d’animo, frutto di ricerca e studio, arricchisce i suoi poemi di un linguaggio proprio, dettando il passo ad un tempo ai molti ignaro, frutto di riflessione e ricerca introspettiva .

    Poesia e filosofia, tema a me caro, a volte accomunato da pensieri nobili a volte distaccato da varie prese di coscienza e posizione dettate da un vivere che inesorabile scorre come un fiume in piena.

     

    Dr Antonino Santisi

    Presidente del SALOTTO dei POETI  “La Rosa del  Pozzo”. Catona RC