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    Write and Tag: il percorso formativo contro l’hate speach curato dalla Hermes 4.0 arriva a Bagnara

    Si terrà sabato 22 febbraio nel Salone Parrocchiale Maria SS. degli angeli, un incontro organizzato dalla Cooperativa Hermes4.0 e l’Istituto Comprensivo Foscolo di Bagnara. L’incontro farà parte delle azioni sensibilizzazione previste dal progetto Write and Tag, un percorso formativo diretto alle studentesse e agli studenti calabresi sui temi dell’intolleranza e dell’hate speach. Si tratta di un’azione compresa nell’ambito del Progetto REC (Reti Efficienti per il Contrasto delle discriminazioni) promosso dal GUS Gruppo Umana Solidarietà come ente capofila e che coinvolge dieci regioni italiane: Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna. In Calabria ad afferrare il testimone del progetto e a coordinare le attività è la Cooperativa Sociale Hermes 4.0 che si occuperà di attivare i corsi formativi presso diverse scuole calabresi, nonché delle attività di animazione territoriale comprese nel progetto.

    All’incontro del prossimo 22 febbraio parteciperanno la dirigente scolastico Graziella Ramondino, dirigente dell’Istituto comprensivo Foscolo e del Liceo Fermi di Bagnara, che ospiterà i prossimi incontri. Insieme a lei, l’assessore al Welfare del Comune di Bagnara, Silvana Ruggiero, la Presidente della Coop. Sociale Hermes 4.0, Federica Roccisano, e le altre operatrici coinvolte nell’azione progettuale.

    Le ragazze e i ragazzi saranno coinvolti in attività di educazione non formale, attraverso le quali poter agevolare tutte le forme espressive dei giovani partecipanti. Saranno, inoltre attivati e coinvolti nell’elaborazione di clip video e altre elaborazioni grafiche finalizzate a creare un racconto di avversione all’odio in tutte le sue forme, a raccogliere testimonianze significative sul tema, ad elaborare un story board che farà parte del racconto complessivo delle attività realizzate in Calabria. “Perché – afferma la Presidente della Hermes4.0 Roccisano – per combattere la diffusione dell’odio e di tutte e forme di violenza e intolleranza, occorre partire dalle generazioni più giovani e coinvolgerli in una rete di altri giovani, di altri territori, facendo diventare loro stessi, modelli di vita e di inclusione”.