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    Reggio Calabria – Incontro del Cis “Giornata della Shoah, per non dimenticare”

    Il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per tentare di comprendere un evento terrificante e ricordare i genocidi perpetrati dal nazismo, presso la Biblioteca comunale “P. De Nava” di Reggio Calabria, ha promosso l’incontro dal titolo “Giornata della Shoah, per non dimenticare”. Ha coordinato la manifestazione Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria, la quale ha ricordato che il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime dell’Olocausto.

    La scelta di tale data per ricordare quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nella città polacca di Oswiecim (Auschwitz in tedesco) scoprirono il campo di concentramento e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista. Attraverso video proiezioni ha introdotto la conversazionep. Pasquale Triulcio, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Reggio Calabria, che ha ricordato Padre Massimiliano Kolbe e il martirio del francescano polacco. Nella sua conversazione padre Pasquale Maria Triulcio si è soffermato sulla testimonianza di un sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz, Bruno Borgowiec, che svolgeva il compito di tradurre ai carcerieri ciò che i reclusi dicevano. Il sopravvissuto, nelle sue testimonianze ha dichiarato che, nel bunker dove erano ammassati i prigionieri, in quell’inferno di sofferenze, vide nel volto di Padre Massimiliano Maria Kolbe,una luce capace di squarciare le tenebre di quei sotterranei. La presenza di padre Massimiliano nel bunker fu necessaria per gli altri e a lui si univano nelle preghiere. Nei giorni seguenti, ha proseguito padre Triulcio, molti reclusi morivano per fame e per le percosse che i carcerieri infliggevano di continuo. Un tedesco di nomeBoch fece ai prigionieri le iniezioni di acido velenoso. Lo stesso sopravvissuto Borgowiec ha detto che Padre Kolbe pregando pose, senza nessuna paura e con il sorriso luminoso dei suoi occhi, il braccio al suo carnefice. Con il suo martirio il sacerdote polacco ha offerto la sua vita per salvare quella di un padre di famiglia, Francesco Gajowniczek, superstite di Auschwitz.Era il 14 agosto 1941, vigilia della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, quando Padre Kolbe, piegato sul fianco sinistro pose fine al suo calvario terreno.Numerosi e interessanti sono stati gli interventi che hanno testimoniato con la lettura di poesie e racconti l’olocausto del popolo ebraico.L’incontro si è concluso con la proiezione di un video, montaggio e grafica a cura di Stefano Fava, per ricordare i sei milioni di morti nei campi di sterminio nazisti.