• Home / ARCHIVIO / Notizie archivio / Uiltec: “In Sorical le regole sono un optional”

    Uiltec: “In Sorical le regole sono un optional”

    “Nei mesi scorsi avevamo impugnato le punizioni inflitte faziosamente ad una nostra iscritta ed al nostro Responsabile Regionale del Settore Gas – Acqua. Per queste avevamo chiesto la costituzione di un collegio arbitrale alla ITL di Catanzaro, ma quando l’ufficio ha chiesto a SORICAL di indicare un proprio membro all’interno del collegio stesso, l’azienda ha risposto che non intende costituire il Collegio di Conciliazione ed Arbitrato e, conseguentemente, procederà ad adire l’Autorità Giudiziaria per come previsto dalla normativa vigente. Sia chiaro che la normativa lo consente, ma vogliamo solo far riflettere i lavoratori che ben conoscono certi modi di fare. Perché SORICAL non vuole costituire il Collegio arbitrale? Teme che si comprendano le vere motivazioni delle contestazioni e delle relative punizioni? Forse però di motivo ce n’è ancora uno: non sarà per caso che con questa scusa si va a giustificare una ennesima collaborazione esterna con tanto di soldini spesi dall’azienda? Si, perché per adire le vie legali, c’è bisogno di un avvocato ed una figura professionale del genere o la si ha all’interno dell’organico o la si trova fuori. In entrambi i casi sono soldi della collettività, quindi anche dei lavoratori e dei cittadini che pagheranno per le tentate maldestre operazioni di chi pensa di inventarsi un ruolo che non può e non sa svolgere”. Lo si legge in una notta della Uiltec Calabria.

    “Il tempo delle prebende a chi non si assoggetta al volere del “padrone del vapore” sta ormai finendo. I vertici di SORICAL saranno costretti a dimostrare anche le spese pazze per il rifacimento di uffici elegantissimi ai propri vassalli. Per chi non lo sapesse certi ruoli, come quello di liquidatore di una Società pubblico privata come SORICAL, non si dovrebbero ricoprire per il solo motivo di essere stati consiglieri o assessori regionali. Per ricoprire questi ruoli ci serve professionalità, competenza e conoscenza. Chi non li ha, cerca di minacciare, contestare e punire i lavoratori che hanno la colpa di non voler assoggettarsi a certe malefatte. Il tempo è galantuomo diceva il grande Eduardo. Ci siamo quasi. Il tempo è ormai maturo. Per il momento cominciassero a rispondere alle varie domande che si stanno ponendo coloro che sono deputati a controllare. Tutto il resto verrà a galla molto ma molto presto ed allora, anche chi sta ricevendo prebende immeritate e sindacati di comodo dovranno dar conto delle proprie azioni”.