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Reggio Calabria – Il prossimo appuntamento promosso dal Cis della Calabria

La Fondazione “Fortunato Seminara” di Maropati, il Caffè Letterario “Mario La Cava” di Bovalino e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria (CIS), con il Patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, nella Sala Conferenze del Palazzo “C. Alvaro” hanno organizzato il secondo incontro del convegno: “Due scrittori a confronto: Fortunato Seminara e Mario La Cava”. Le riflessioni iniziali di Franco Arcidiaco, delegato alla Cultura del comune di Reggio Calabria, di Mariangela Ielo, docente e ricercatore titolare dell’Università Nazionale e Capodistriaca di Atene e Giulio Ierace, presidente della “Fondazione Fortunato Seminara” hanno dato l’input al convegno che ha visto coinvolti autorevoli relatori: Paola Radici Colace, Ordinario di Filologia Classica Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, Presidente Onorario, Direttore Scientifico Cissul tema “L’opera di Mario La Cava nel panorama letterario e culturale italiano”, Carmine Chiodo, associato di letteratura Italiana presso l’Università Tor Vergata di Roma su ”Seminara e La Cava nella storia della critica”, Erik Pesenti Rossi, ordinario di Letteratura Italiana dell’Università di Mulhouse, Alta Alsazia, Francia  su “Un giorno dell’anno di Mario La Cava, un dramma filosofico?”. Ha condotto e coordinato l’evento, Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Amici, pressoché coetanei, laureati in giurisprudenza, con significative esperienze al di fuori della Regione, Seminara e La Cava fecero poi ritorno in Calabria che fu la principale fonte della loro scrittura e i loro libri ebbero, meritatamente, risonanza nazionale. È accertato, inoltre, che vi fu tra loro una intensa corrispondenza, anche se finora ne è venuta alla luce soltanto una piccola parte. Fortunato Seminara (Maropati, 1903 – Grosseto, 1984), dal 1915 al 1918 studiò nel Seminario di Mileto e poi a Reggio Calabria. Conseguì la laurea in giurisprudenza a Napoli nel 1927. Dopo un breve soggiorno in Svizzera ritornò a Maropati nel 1932 dove visse fino alla morte avvenuta nel 1975. Nel 1942 scrisse “Le Baracche” uno dei suoi più importanti romanzi. Altre opere narrative di Seminara sono: “Il vento nell’oliveto”, “Disgrazia in casa Amato”, “La fidanzata impiccata”, “La Masseria”, ecc. Mario La Cava (Bovalino, 1908 – Bovalino, 1988) è stato un intellettuale libero che non si è mai piegato alle mode culturali. Ha esordito con “Caratteri”. Seguirono altre pubblicazioni: “I misteri della Calabria”, “Colloqui con Antonuzza”, “Le memorie del vecchio maresciallo”, “Mimì Cafiero”, “I fatti di Casignana”, “La ragazza del vicolo scuro”, “Terra dura” e numerosi altri. Dal convegno è emerso, inoltre, che i due scrittori durante la loro attività artistica ebbero modo di rapportarsi con la cultura contemporanea: Fortunato Seminara coltivò rapporti con Alvaro, Vittorini, Silone e tantissimi altri. Mario La Cava ebbe modo di conoscere e confrontarsi con alcune delle personalità della cultura contemporanea, Montale, Vittorini, Longanesi, Bonsanti e numerosi altri.