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Ispettori Unesco ospiti a Morano

Morano ha ospitato ieri la Commissione UNESCO per la verifica dei requisiti necessari alla permanenza del Parco Nazionale del Pollino nella rete Global Geoparks.

 

Gli ispettori, membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, i dottori John Galloway (Irlanda) e Panagiotis Paschos (Grecia), sono stati accolti presso l’agriturismo la Locanda del Parco dalla titolare, Adriana Tamburi, e dal consigliere Mario Donadio, quest’ultimo in veste di rappresentante dell’esecutivo De Bartolo. Qui, esattamente appiè del massiccio centrale che dà il nome all’area protetta più estesa d’Italia, in un angolo di natura selvaggia e incontaminata, dominata dalla vegetazione lussureggiante e dalle fronde discrete e solitarie del Pino Loricato ben visibile sul costone antistante la struttura ricettiva, affiancati da un’ampia delegazione del Parco guidata dal direttore Giuseppe Melfi e costituita dai funzionari Luigi Bloise, Egidio Calabrese, Marianna Gatto, Antonio Calli, Giuseppe Milione, alla presenza del comitato scientifico (proff. Francesco Muto, Unical – Marcello Schiattarella, Unibas) e dei responsabili dell’associazione River Tribe, Antonio Trani, Danilo Verta, Margherita Dall’Oglio, i due osservatori, dopo aver – de visu et in loco – ispezionato la zona, hanno approfondito per le loro finalità, mediate colloqui con i diretti protagonisti, la conoscenza e lo stato del territorio.

 

Nella favorevole circostanza l’Amministrazione comunale ha avanzato proposta di inserimento del centro storico di Morano, o parte di esso, nella rete Geoparks. «I vantaggi di un’operazione del genere – affermano congiuntamente il sindaco Nicolò De Bartolo e il consigliere delegato alla Promozione del borgo, Mario Donadio – sono del tutto evidenti e potrebbero innescare aggiuntivi processi di sviluppo. E fuori dubbio che il visitatore moderno orienti le sue scelte anche in base alle certificazioni di qualità rilasciate dagli enti preposti in virtù di specifiche doti. E se siamo ritenuti uno dei Borghi più Belli d’Italia, siamo insigniti della Bandiera Arancione per il turismo dell’entroterra, ci fregiamo del titolo di Città d’Arte della Regione Calabria è perché sussistono le condizioni che consentono agli organismi deputati agli accertamenti periodici di confermarci con giudizi positivi. Perciò a coronamento di questo viatico intrapreso e condotto con determinazione nel corso degli anni, viatico che ha generato e continua ad attrarre flussi, ci apprestiamo a compiere un ulteriore passo avanti che dovrà approdare all’inclusione del nostro abitato antico nell’impianto UNESCO. Sarebbe oltremodo significativo – chiosano De Bartolo e Donadio – poter contare sull’appartenenza a un organismo che promuove la pace facendo leva sull’educazione, la scienza, la cultura e la collaborazione fra nazioni, sì da assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti i popoli, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione. Sarebbe significativo e foriero di nuovi orizzonti per tutta la comunità. Incoraggerebbe gli investimenti e favorirebbe il recupero, la rigenerazione e la valorizzazione del patrimonio abitativo. Insomma, innescherebbe sul piano culturale una vera e propria rivoluzione con effetti estesi e tangibili per tutto il tessuto socioeconomico».

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