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    Gioco patologico, Bova (Regione Calabria): “Vigiliamo sulle infiltrazioni criminali”

    «È grazie agli enti locali e alle Regioni che hanno legiferato sulla materia, per sopperire alle mancanze dello Stato, che si stanno attuando delle strategie di prevenzione del gioco patologico». Lo ha ribadito Arturo Bova, presidente della Commissione contro la ’ndrangheta della Regione Calabria, riferisce Agipronews, nel corso di un convegno sul gioco patologico a Firenze.

    «I sindaci che adottano ordinanze che limitano il gioco non vengono visti bene, ma sono chiamati a intervenire sul territorio per combattere il fenomeno della dipendenza: non è facile, perché lo Stato centrale è assente e la battaglia, contro la ludopatia e contro la criminalità, è dura», ha ammesso. «Basta con gli studi, è il momento di intervenire: in Calabria abbiamo approvato una legge anti-’ndrangheta che contiene provvedimenti molto restrittivi sul gioco, come ad esempio il distanziometro, e stanno partendo una serie di interventi molto codificati», per scardinare «l’intreccio tra criminalità organizzata e gioco d’azzardo, un settore che si è evoluto e che è diventato un’ulteriore fonte di arricchimento e, soprattutto, strumento di riciclaggio per la ’ndrangheta, come testimoniano diverse inchieste in tutta Italia. La criminalità organizzata non spara più, preferisce investire», conclude.