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    Reggio Calabria – “Nel pd calabrese muore la politica e la libertà di pensiero”

    “La federazione del PD calabrese è stata commissariata dall’onorevole Orfini, rappresentante del partito nazionale. Non possiamo non rilevare che il provvedimento, adottato contro il parere di tutta la delegazione calabrese giunta a Roma per avere comunicazioni sul congresso regionale, è illegittimo ed illegale perché l’onorevole Orfini non ha titolo a predisporre atti politici di natura straordinaria in quanto rappresenta solo sé stesso che nel PD nazionale è una infima minoranza”.

    Lo scrive Domenico Francesco Richichi, componente della Commissione di Garanzia della Federazione regionale del Partito Democratico della Calabria.
    “Ma, aldilà degli aspetti statutari che, generalmente, vengono superati dal detto: “è la politica, bellezza “, il commissariamento era una cosa prevedibile dopo anni, soprattutto l’ultimo, di assenza dalla politica del PD regionale. Ora avremo, dopo quattro anni di ordinarietà formale, un altro commissario che, così come ha fatto il precedente, Alfredo D’attorre, si preparerà, personalmente, per una sua candidatura sicura per essere nominato deputato o senatore alle prossime elezioni politiche, nel territorio calabrese. Il PD in Calabria, dopo le vicissitudini del presidente della giunta regionale, era disorientato e non aveva una idea o proposta politica, né riusciva ad essere presente nei territori. Ci si doveva organizzare con nuove proposte politiche e idee organizzative che sarebbero dovute nascere dal dibattito auto rigeneratore per l’elezione degli organi regionali del partito. Così non sarà per almeno quattro anni. La nomina del commissario è la plastica affermazione di un autoritarismo che mette il timbro di una parte del partito a futura memoria e per future azioni politiche. Ma chi è causa del suo mal pianga sé stesso e, in Calabria, sono stati in tanti a non riuscire a non volere il proprio male. Infine, per parafrasare un argomento che dalle parti calabresi è familiare: il capo dei capi ha messo in riga i capi bastone di periferia con un’azione da notte di San Valentino: solo che qui, per fortuna, non ci sono stati morti veri ma è morta la politica e la libertà di pensiero.
    Nelle stesse condizioni della federazione del PD della Calabria c’è il 50% delle altre federazioni regionali italiane ed il 75% delle federazioni provinciali e tutto scorre felicemente”.