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    La Fil scrive a Salvini per denunciare la situazione dell’Asp di Reggio Calabria

    “On. Sig. Ministro, Le scriviamo in merito al destino dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria che, al termine del lavoro svolto dalla Commissione di Accesso Ministeriale, sembra ormai avviata all’ennesimo commissariamento (peraltro per infiltrazione mafiosa, cosa mai avvenuta per nessun altra Azienda Sanitaria), stante il perdurare delle criticità nella gestione che hanno determinato il primato negativo in materia di spesa incontrollata e di Livelli Elementari di Assistenza.
    Noi riteniamo che un eventuale Commissariamento, oltre a segnare una sconfitta per lo Stato e per i Suoi rappresentanti sul territorio, non sia la risposta migliore, supportati dagli esiti che questo particolare “istituto” ha avuto e continua ad avere, sia quando si tratti di Aziende pubbliche (la stessa ASP di Reggio Calabria è stata commissariata nel 2009) che nel caso delle tante Amministrazioni comunali (altro triste primato regionale)”. E’ quanto scrive in una lettera aperta il Segretario Generale della FIL, Giuseppe Martorano.”Il problema, a nostro modo di vedere, continua a risiedere nelle scelte, dimostratesi scellerate, di Amministratori incapaci e inadatti al compito affidatogli, preferiti solo perché rispondenti a logiche politiche territoriali che mal si adattano alle reali esigenze del territorio e in particolare della nostra Azienda.

    Negli ultimi 10 anni i circa 600mila cittadini della nostra provincia si son visti costretti ad una emigrazione sanitaria verso altre regioni o, in mancanza della disponibilità economica, hanno letteralmente messo a repentaglio la propria vita scegliendo la sanità provinciale e regionale: questo malgrado l’impegno di buona parte dei 3000 dipendenti di questa Azienda che continuano, stoicamente, a cercare di fare del loro meglio, vedendo però vanificati i propri sforzi da un susseguirsi di amministratori incapaci, dalla mancanza di qualsiasi pianificazione o di obiettivi, da una schizofrenia amministrativa supportata sovente da Atti al limite della legalità o palesemente illegittimi. Usando una metafora di tradizione contadina, non si può abbattere un albero solo per qualche ramo marcio: piuttosto bisogna recidere i rami secchi per dare nuova linfa alla pianta.
    A questo punto on. Ministro Le chiediamo, laddove si arrivasse all’ennesimo commissariamento, di nominare Funzionari capaci e con le competenze necessarie a dare una svolta decisiva in termini di legalità e funzionalità alla nostra Azienda che ancor oggi vede l’ex Commissario ing. Scura quale Soggetto Attuatore, autonominatosi in evidente contrasto con le norme vigenti, nel silenzio imbarazzante del nuovo Commissario Regionale Generale Saverio Cotticelli e del sub Commissario Thomas Schael che avrebbero dovuto, come primo e significativo atto, proprio intervenire nel merito di questa palese violazione delle Leggi e del buonsenso”.