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    Bevacqua: Formare giovani specializzati per la manutenzione dei territori

    Ritengo che le dichiarazioni rilasciate oggi dal commissario straordinario di Calabria Verde, generale Aloisio Mariggiò, inerenti la necessità di avviare un piano triennale di assunzioni per colmare le lacune dell’antincendio boschivo, vadano nella giusta direzione”. È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, che aggiunge: “Ritengo però del tutto insufficiente le 1000 unità (tra stabilizzazioni e nuovi ingressi) annunciate dal commissario Mariggiò, del quale voglio, comunque, evidenziare e sottolineare la difficile e meritoria opera finalizzata a rimettere in sesto un ente che era semplicemente allo sbando. Già quando relazionai in Consiglio regionale sulla mia proposta di legge antincendi, dissi con chiarezza che gli incendi boschivi dovevano essere considerati parte integrante di un discorso più complessivo sulla prevenzione e manutenzione diretta ad evitare il dissesto idrogeologico. Occorre, pertanto, un intervento organico ad ampio raggio e concretamente incisivo: ecco perché ho proposto il mio progetto definito “Montagna solidale”, presupponendo il superamento della cultura dell’emergenza attraverso un piano di formazione regionale che dovrebbe coinvolgere almeno 10.000 giovani e potrebbe essere finanziato attraverso le risorse UE per le aree interne”. “Non si tratta – prosegue Bevacqua – di riproporre carrozzoni di basso profilo elettorale, bensì di un’azione lungimirante e potenzialmente risolutiva rispetto al problema costante e sempre più grave dell’abbandono dei nostri territori, tesa alla costituzione di una manodopera specializzata e integrata nel tessuto residente, pronta ad offrire al territorio, attraverso progetti mirati e altamente specializzati, sevizi necessari e funzionali alla salvaguardia del territorio e alla permanenza dell’uomo in montagna. Gli eventi meteorologici degli ultimi tempi, dimostrano che, insieme a un’azione ferma di contrasto degli abusi edilizi, cominciando con il rendere effettivo il principio del consumo di suolo zero che abbiamo già approvato, bisogna unire una visione più ampia capace di intervenire a monte, laddove tutto ha inizio”. “La montagna e le aree interne – conclude Bevacqua – hanno una possibilità solo se sarà possibile una resilienza attiva delle comunità che le abitano: il compito di una politica forte è di garantire le condizioni perché questo processo si attivi e diventi realtà”.​