“Non vi è alcun dubbio di come la vertenza sugli Lsu ed Lpu e di tutto il bacino del precariato sia un’altra di quelle annose e complicate situazioni del lavoro che sta fortemente provando il nostro territorio – scrive la Cgil Vibo Valentia – Così come, la stessa si presti, legittimamente, a considerazioni di diversa sfaccettatura in funzione dei tempi e dalle modalità con cui sì è generata. Nonostante la buona volontà politica negli ultimi anni a riconoscere una dignità contrattuale, vi è stata una eccessiva convinzione, anche dello stesso sindacato, di raggiungere, dopo tre anni, una definitiva stabilizzazione. Certamente il perimetro imponibile ci stava tutto, considerato che nella sola provincia di Vibo Valentia abbiamo avuto negli ultimi dieci anni una contrazione di circa 5.000 unità lavorative nel pubblico impiego a fronte di 500 lavoratori precari da collocare in ambito territoriale. Con il senno di poi e non con poche difficoltà, bisognava invertire le modalità del processo di stabilizzazione e, forse, le cose sarebbero andate diversamente. Occorreva definire preventivamente il fabbisogno, quantitativo e qualificativo, negli Enti e poi cominciare ad inserire i lavoratori, contrattualizzandoli. Facendo si, che le amministrazioni, anche quelle subentrate, non avessero a contrariare, per incongruenze sugli organici, le scelte assunte. Tuttavia, come in altre circostanze, le cose si possono e si debbono mettere al loro posto. Basta pensare, per analogia, a quanta ottusità si ebbe quando si scelse il luogo più improprio ed impervio a costruire il nuovo ospedale, ma ciò nonostante l’opera si realizzerà. Come CGIL siamo fiduciosi nel fatto di avere caratterizzato, ancora una volta, dal territorio, una specifica sessione, politica e tecnica, con il nuovo assessore regionale al lavoro, che potrebbe risolvere aspetti più generali per l’intero bacino del precariato calabrese”.





