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    Lamezia Terme – CIGS a zero ore per dipendenti Alitalia

    Dal prossimo 3 luglio partirà la CIGS a zero ore per alcuni dipendenti di Alitalia SAI. Nelle scorse ore è stata resa ufficiale la notizia secondo la quale alcune, figure professionali di importante rilevanza, per il regolare svolgimento del servizio presso gli scali aeroportuali coinvolti, saranno costrette a rimanere sospese dal lavoro per effetto della CIGS.
    Secondo la Segreteria Regionale della UIL Trasporti Calabria, tale decisione potrebbe avere pesanti ripercussioni per l’espletamento del servizio attinente Alitalia SAI, operante presso lo scalo internazionale di Lamezia Terme, con possibili gravi disagi anche per l’importante flusso di passeggeri, che annualmente utilizza l’ex compagnia di bandiera che, da sempre, ha saputo garantire la mobilità delle persone in un territorio, come la Calabria, notevolmente penalizzato dalla carente rete di sevizi ed infrastrutture offerte.
    Il provvedimento, che come detto prevede l’attuazione della cassa integrazione straordinaria a zero ore, colpisce in primis i Capi Scalo degli aeroporti periferici, e tra essi, per l’appunto, i dipendenti operanti presso quello di Lamezia Terme.
    Nella fattispecie, nell’organigramma Alitalia del il succitato aeroporto calabrese, sono previsti quattro Capi Scalo di Servizio, impegnati in turni h 16-gg.7/7, ed uno Titolare impiegato gg.5/7.
    Come affermato dalla UILT Calabria, il provvedimento di CIGS è stato indirizzato a tutti i 4 Capi Scalo di Servizio, con l’imminente conseguenza della mancanza totale della garanzia offerta ai Sig. passeggeri in termini di qualità, security e safity.
    La decisione comunicata da Alitalia SAI ai dipendenti, non rispetterebbe le buone intese raggiunte nei giorni scorsi tra L’Azienda e le OO.SS. nazionali, intervenendo in modo unilaterale nei confronti del personale anche su altri fronti.
    Continua Luciano Amodeo, della segreteria regionale UILT Calabria, evidenziando quanto appreso dal comunicato ufficiale della Segreteria Nazionale emanato lo scorso 28 giugno, e di seguito integralmente riportato:
    “Si rileva ancora una volta il continuo atteggiamento da parte aziendale di intervenire in modo unilaterale nei confronti del personale messo in cassa integrazione a zero ore.
    Ci riferiamo a quanto è accaduto nei confronti di quei lavoratori presso gli scali periferici coinvolti nel processo della cigs a zero ore, che si sono visti recapitata una mail dove erano invitati nel manifestare il loro interesse in merito ad un trasferimento presso lo scalo di Fiumicino, in considerazione di una revisione del modello organizzativo, dando il termine di presentazione come candidati per la data del 2 luglio.
    Non erano questi i presupposti in cui in sede Ministeriale ci eravamo confrontati, poiché pur rigettando la conclusione della procedura di esame congiunto con il mancato accordo del 16 giugno, almeno su un punto credevamo di aver trovato un’intesa, ovvero quella di confrontarci al fine di poter programmare un percorso condiviso e di poter intervenire in merito ad una riqualificazione di tutto il personale coinvolto nelle zero ore al fine di poterlo ricollocare in altre aree di lavoro”.
    Viene così messo in discussione il clima di fiducia recentemente manifestato, a causa di quanto su evidenziato, rendendosi necessario l’incontro richiesto con urgenza da parte delle OO.SS. nazionali, per discutere in merito alle ultime decisioni unilaterali.
    Come afferma il Segretario Generale della UILT Calabria Giuseppe Rizzo, rimane attuale il problema di come poter sopperire all’operatività ed alla professionalità offerta da molti anni, da parte delle quattro dipendenti dello scalo Lametino.
    Si teme per la sicurezza nell’espletamento delle operazioni di servizio e per i notevoli disagi che si potrebbero ripercuotere sull’utenza, non avendo chiaro il quadro di una nuova organizzazione dello scalo non programmata.
    La UILT Calabria, chiede, una maggiore attenzione, da parte delle Istituzioni, verso tutti i lavoratori calabresi attualmente afflitti da una situazione precaria inerente i livelli occupazionali. A tal fine, si evidenzia il recente licenziamento di 380 unità impiegate al Porto di Gioia Tauro, quelli previsti per i dipendenti di SO.G.A.S. (già fallita), ed il notevole ridimensionamento del bacino di lavoratori appartenente al Gruppo FSI in Calabria.