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    Reggio Calabria – Oggi Pietrakappa presenta analisi iconografiche del bergamotto

    Il misterioso albero del bergamotto, divenuto simbolo della città metropolitana di Reggio Calabria sarà oggetto delle analisi iconografiche curate Pasquale Faenza nella sede di PietraKappa.
    Nonostante il bergamotto fruttifichi oggi quasi esclusivamente lungo di 180 km di costa che separano lo scoglio di Scilla a Punta Stilo non abbiamo notizie storiche di bergamotti in Calabria prima del 1743, anno in cui un documento conservato presso l’Archivio di stato di Reggio Calabria testimonia della piantumazione di “piedi di bergamotto” nel villaggio di San Caterina del Trivio, oggi quartiere della città calabrese dello Stretto di Messina.
    La mancanza di piantagioni di bergamotti nel catasto onciario di Reggio del 1743 è quindi spunto di una ricerca di studio, sulle origini del bergamotto, che ci condurrà nelle più eleganti limonie dell’Italia centro settentrionale, tra le ville principesche venete, l’orto botanico di Padova e le residenze toscane dei Medici, dove si conserva la più antica testimonianza iconografica del frutto di bergamotto: la natura morta di agrumi, dipinta, nei primi del Settecento, da Bartolomeo Bimbi (1648-1730), per conto di Cosimo III dei Medici.
    Del resto lo stesso Spanò Bolani, ricorda che l’importazione, nella città delle Stretto, di un albero di bergamotto giunse solo nel 1726. Prima di allora i bergamotti erano al centro dell’attenzione del botanico tedesco Johann Christoph Volkamer (1644-1720) il quale nel secondo volume della sua “Continuation der Nurnbergischen Hesperidum”, del 1714, riportava i primi disegni tecnici del frutto e della pianta di bergamotto, fatti crescere nelle sue serre “riscaldate” di Norimberga, nella fredda Germania.