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    MNS: Mercato ittico e fortini di Pentimele esempio di mancanza idee e programmazione

    Quasi quattro anni di Amministrazione Falcomatà non sono bastati a dimostrare, con opere piuttosto che con parole e omissioni, la “svolta” amministrativa nella città di Reggio Calabria. Bellissimo termine quello della svolta, rivelatosi mero slogan elettorale nella percezione dei reggini ed ormai divenuto sinonimo di beffa.

    Il Mercato Ittico al Porto ed i Fortini di Pentimele sono due simboli accomunati dall’evanescente azione amministrativa in corso. Sono i due emblemi di una gestione approssimativa e fallimentare della cosa pubblica nella Reggio Calabria degli anni più recenti, entrambi interessati da importanti interventi strutturali riqualificanti, ma di fatto ad oggi resi indisponibili per l’intera collettività.

    Il Mercato del pesce era stato concepito in una chiave progettuale moderna dalle Amministrazioni di centrodestra che lo considerava parte integrante di una nuova stagione identitaria di Reggio, immaginata in quegli anni come città di mare sotto il profilo non solamente del turismo estivo ma anche delle enormi potenzialità commerciali connesse (gastronomia, ristorazione e nuova imprenditorialità connessa al settore). Un investimento di 1,2 milioni di euro a valere su fondi U.E. che nel febbraio 2017 ha visto la luce con il taglio del nastro del sindaco Falcomatà. La luce che lo ha fatto risplendere è però purtroppo durata solo qualche giorno, era soltanto quella dei riflettori e dei flash dell’inaugurazione. Con la revoca delle autorizzazioni preesistenti per morosità, nessuna soluzione operativa si è stati capaci di individuare e oggi ci sono 10 postazioni inutilizzate, una struttura innovativa chiusa senza alcuna minima forma di gestione con tutte le conseguenze che ciò comporta sul piano della manutenzione e dei rischi di deterioramento dell’opera.

     

    I Fortini di Pentimele sono l’altro simbolo tangibile del degrado istituzionale in cui si ritrova la nostra città. Collocati nella parte collinare di Reggio con una valenza panoramica sullo stretto che non ha eguali, da anni sono stati considerati fondamentali per l’arricchimento dell’offerta turistica della città. L’Amministrazione Falcomatà, anche qui, se da un lato ha “beneficiato” di un’inaugurazione scaturita da un progetto di riqualificazione proprio della visione strategica di sviluppo turistico delle Amministrazioni Scopelliti-Arena, dall’altro lato ha fatto i conti con se stessa, con i limiti di competenze e di pianificazione intrinseci alla propria classe dirigente. Manifestazioni di interesse per una gestione permanente delle struttura pensate senza alcuna logica amministrativa sono tutte fallite e al di là di sporadiche iniziative di intrattenimento (come quella musicale pensata per la festa del primo maggio), l’intero complesso dei fortini è abbandonato al proprio destino e nell’oblio generale che attanaglia la vita sociale ed economica della nostra città. Le procedure di appalto per la costruzione della strada di collegamento, basilare per qualsivoglia uso e fruizione dell’opera, segue i tempi biblici a cui ci hanno abituato Falcomatà e la sua giunta, tenendo in questo modo in ostaggio del tempo che passa inesorabilmente il futuro e le prospettive di innovazione di cui Reggio necessita.

     

    Mercato Ittico e Fortini di Pentimele, sono progetti ed opere dalle enormi potenzialità che a quasi quattro anni di amministrazione Falcomatà non hanno raggiunto finalità e scopi perseguiti e rischiano di tramutarsi nonostante le ottime intenzioni e il gravoso esborso di fondi pubblici in “cattedrali del fallimento”. Nonostante le numerose lamentele nulla si muove, l’Amministrazione Falcomatà è lenta, inoperosa e con scarsissima capacià di appeal nell’attrarre investimenti o partecipazioni della sfera privata/imprenditoriale attraverso manifestazioni o bandi di gara. E sappiamo quanto il privato qualificato da anni ovunque costituisca il consolidato valore aggiunto nella gestione compartecipata dei beni di natura pubblica. Luoghi e strutture che rimangono chiuse e inaccessibili sono un vero schiaffo ed una mortificazione immane alla fiducia che i reggini hanno voluto dare a questa Amministrazione, sono soprattutto la conferma che con le totali assenze di capacità di programmazione e di visione pragmatica della realtà, con l’azione amministrativa che trova impulso solo per luce riflessa, non si ha vita lunga. Sotto gli occhi e il giudizio dell’intera cittadinanza, che esprime indignazione e rammarico di inefficienze continuamente perpetrate, Falcomatà e i suoi collaboratori stanno tentando disperatamente e goffamente di sopravvivere giorno per giorno sulla pelle dei reggini, che ormai vivono fino in fondo le conseguenze di questa incapacità manifesta sempre più conclamata, ma che come si è appurato alle elezioni nazionali del 4 marzo, hanno finalmente aperto gli occhi e si apprestano a superare l’incantesimo della svolta promessa e fallita.

     

    Francesco D’Amato

    Dirigente Provinciale

    Movimento Nazionale

    per la Sovranità