La Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e Banca Etica hanno avviato una collaborazione per facilitare l’accesso al credito per le piccole imprese del territorio.
L’accordo sarà presentato mercoledì 28 marzo alle ore 11,00 presso l’Auditorium della Casa del Laicato, via Ss. 111, n. 441, Gioia Tauro.
La Diocesi è diventata socia di Banca Etica con 25.000 €: una partecipazione patrimoniale che consentirà a Banca Etica di impegnarsi per sostenere finanziariamente le imprese nate dai loro progetti attraverso il progetto Policoro.
In particolare Banca Etica potrà erogare alle imprese selezionate micro-crediti garantiti dal Fondo Statale per il micro-credito (art. 111 Testo Unico Bancario).
«Il micro-credito e la micro-finanza sono alcuni dei principali strumenti del nostro progetto di Finanza Etica, perché sono efficaci strumenti di sviluppo imprenditoriale, sociale e di lotta alla povertà – affermano i responsabili di Banca Etica. Sviluppiamo queste attività integrandole con proposte formative e di accompagnamento, sempre in collaborazione con partner professionali che condividono i nostri valori e con le reti sociali locali – pubbliche amministrazioni, diocesi o soggetti del terzo settore – che garantiscono il raccordo tra la banca, il territorio e le persone beneficiarie del credito. Siamo particolarmente interessati al potenziamento di queste attività in Calabria: una Regione che – secondo un nostro recente studio – presenta uno tra i più alti livelli di esclusione finanziaria in Italia. Un accesso più facile ai finanziamenti potrà contribuire a liberare il grande potenziale di questi territori».
«Convinta che “non esistono formule magiche per il lavoro, come diceva Don Mario Operti, promotore del Progetto Policoro, occorre investire nell’intelligenza e nel cuore delle persone. Così la Diocesi – afferma don Pino Demasi, vicario episcopale della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi per la pastorale familiare, sociale e del lavoro – ha inteso attivare il micro-credito come supporto logico all’esperienza del Progetto Policoro che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione giovanile nel meridione».
«In questo senso – aggiunge don Demasi – il micro-credito vuole essere “servizio” e “segno”: servizio ai giovani, che intendono mettersi in gioco per aiutarli a creare impresa e sviluppo in un territorio quale quello della Piana di Gioia Tauro, dove spesso non resta loro altra via che quella dell’emigrazione; segno di valore esemplare per altri enti e soggetti del territorio perché affianchino la comunità ecclesiale in questa esperienza tesa a mettere al primo posto il lavoro, non solo e non tanto come fonte di reddito, ma soprattutto come strumento di realizzazione di ogni uomo e di tutto l’uomo».





