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    Catanzaro, piscina comunale: Celia chiede autorizzazioni apertura

    “Chiedo ai responsabili comunali deputati al controllo e al rispetto delle regole dettate dal bando, per l’affidamento della gestione della piscina comunale “Vinicio Caliò” di Pontepiccolo, di sapere se l’impianto gode di tutte le autorizzazioni propedeutiche alla sua apertura ed eventualmente perché, in assenza dei regolari permessi, l’impianto continua a essere aperto al pubblico esponendo, così, i fruitori, ad altissimi rischi per la propria incolumità”. Torna sulla vicenda dell’apertura della piscina il consigliere Fabio Celia del gruppo #Fare per Catanzaro, che lamenta il fatto di non avere avuto risposta all’interrogazione presentata il 13 febbraio scorso prot 15082. “Suona veramente strano questo silenzio –ha proseguito – su una legittima istanza presentata da un consigliere comunale che ha tutti il diritto di ricevere una risposta a una sua interrogazione. Siamo difronte a un comportamento scorretto perpetrato nei miei riguardi, come rappresentante di una istituzione, ma soprattutto irriguardoso nei confronti dei cittadini che frequentano l’impianto pubblico. Si può sapere, ufficialmente, se il gestore ha provveduto a dotarsi delle necessarie autorizzazioni ? Si o no ? Se si è sufficiente che mi vengano consegnate, come da me richiesto, copie dei permessi, se invece queste autorizzazioni non ci sono, perché il dirigente Andrea Adelchi Ottaviano e il responsabile unico del procedimento, Vincenzo Carioti consentono la piena fruizione dell’impianto ? Nella mia ultima interrogazione indirizzata al sindaco e al presidente del consiglio comunale, avevo chiesto copia della relazione del sopraluogo eseguito dall’Asp, ma ad oggi non mi è stata consegnata nonostante le assicurazioni della segretaria generale Vincenzina Sica, responsabile dell’anticorruzione. Eppure l’art 5 del bando : obblighi del concessionario” prevedeva che la ditta aggiudicatrice, avrebbe dovuto ottenere tutti i nulla osta degli organi di competenza e vigilanza : C.C. V.P.S., A.S.P., V.V.F, autorità di PS, meglio specificato nell’ art 11 : condizioni e modalità di esecuzione “ : “ L’utilizzo dell’intero impianto resta condizionato alla preventiva acquisizione delle certificazioni in materia di agibilità e sicurezza. L’articolo 25 recita testualmente che in mancato del rispetto delle norme in materia di lavoro e sicurezza l’affidamento della gestione viene revocato. Se dunque questi requisiti non sono stati rispettati, chiedo come mai ancora non si è proceduto alla revoca.

    Del resto anche nel corso dei consigli comunali che si sono succeduti alla mia interrogazione ho ribadito, pubblicamente, la mia richiesta al Sindaco, il quale, non ha ritenuto opportuno darmi risposta e nemmeno motivare il perché la relazione redatta dall’Asp è stata “secretata”. Ma se è vero che a pensar male si fa peccato, ma spesso …si indovina – ha concluso Celia – mi sorge il dubbio che con il silenzio si voglia cercare di aggirare le regole imposte dal bando in barba, quindi, al consigliere e agli stessi fruitori che hanno il diritto di sapere se stanno frequentando un luogo sicuro. Un dubbio alimentato da alcune fonti a me pervenute secondo le quali l’Asp nella relazione avrebbe espresso parere negativo per l’agibilità. Per dissipare ogni dubbio giovedì mattina mi recherò personalmente in Procura e presenterò un esposto sulla questione.