• Home / ARCHIVIO / Notizie archivio / Tirocinanti Giustizia. Ferrara: “Regioni usano in maniera illegittima fondi europei”

    Tirocinanti Giustizia. Ferrara: “Regioni usano in maniera illegittima fondi europei”

    «Molte regioni continuano ad usare illegittimamente le risorse del Fondo Sociale europeo». È quanto afferma Laura Ferrara, eurodeputata del MoVimento 5 Stelle facendo riferimento al reteirato ricorso da parte delle amministrazioni regionali a risorse del FSE nell’ambito delle politiche attive del lavoro per finanziare i tirocini formativi negi uffici Giudiziari.
    «Si tratta di migliaia di tirocini autorizzati dal Ministero della Giustizia tramite convenzioni con le Regioni – spiega la Ferrara – rivolti sempre alle stesse persone, che quindi sono ormai formate per svolgere quella determinata mansione. Dal 2011, proroga dopo proroga, quello che doveva essere una stage formativo, la cui durata massima è prevista dalla legge per non oltre 12 mesi, diventa per migliaia di italiani l’ennesima gabbia precaria che cela un rapporto lavorativo a tutti gli effetti ma senza le tutele previdenziali, assistenziali ed economiche proprie dei normali lavoratori. Questi tirocini presso gli uffici giudiziari, prorogati di anno in anno per sopperire alle carenze di organico dell’apparato Giustizia, presentano diversi profili di illegittimità. Attraverso apposita interrogazione porto a conoscenza la Commissione europea dell’uso improprio che alcune Regioni italiane fanno delle risorse del FSE. Questi tirocini continuano ad essere rinnovati in netto contrasto con quanto previsto dalla normativa europea in materia di lotta al precariato e di fatto vengono utilizzati per tipologie lavorative che non necessiterebbero nemmeno di un periodo di formazione.
    Nel 2015 questa stessa problematiche fu portata all’attenzione del Ministro della Giustizia da Luigi Di Maio. Ad oggi nessuna iniziativa è stata intrapresa a livello nazionale, per la tutela di questi lavoratori – conclude la Ferrara – ora tocca all’Unione europea rispondere nel merito e farci sapere come vuole tutelare questi lavoratori»