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    Catanzaro – Avviate procedure di raffreddamento lavoratori Azienda Mater Domini

    Con nota inviata in data odierna, è stato richiesto l’avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge 146/90 per i lavoratori somministrati presso l’ Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini di Catanzaro, diretta dal dott. Antonio Belcastro.

     

    Una procedura dovuta a causa del mancato rispetto degli accordi assunti dall’ Azienda Ospedaliera in sede di incontro del 11 settembre 2017, che avrebbe dovuto portare risultati importanti già nel corso dell’anno 2017, e dal concreto pericolo che alla data del 15 giugno p.v. , data di scadenza dell’appalto con l’impresa di somministrazione, tutti i lavoratori siano licenziati in tronco dopo oltre 15 anni di attività con contratto di lavoro in somministrazione!

     

    Una situazione a tinte fosche. Un continuo rimandare e promettere. Un sostanziale quanto incomprensibile “stallo” delle trattative che pure avevano prodotto risultati importanti vista la disponibilità della Struttura Commissariale per il Piano di rientro nella Sanità, nella persona dell’Ing. Massimo Scura, che in più occasioni ha dimostrato sensibilità verso la vertenza.

     

    Stiamo agendo con la consapevolezza che il quadro generale sul versante della sanità in Calabria non sia dei migliori. Ma con altrettanta consapevolezza non possiamo accettare, e non accetteremo, che a pagare siano i lavoratori i quali continuano con grande dedizione a fare il loro dovere garantendo il normale svolgimento delle attività nei vari settori dove sono impegnati.

     

    Rivolgiamo un accorato appello a S.E. il Prefetto di Catanzaro, Dr.ssa Francesca Ferrandino, affinché convochi al più presto un incontro con tutti gli interlocutori utili alla risoluzione della vertenza al fine di trovare una soluzione accettabile per i lavoratori e al fine di evitare la proclamazione dello sciopero e/o altre iniziative di lotta altrimenti inevitabili.
    La procedura di raffreddamento avviata non avrà al momento alcun impatto sui diritti degli utenti dei servizi pubblici essenziali.