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Cosenza – Fusione Rossano-Corigliano incontro dei Comuni

14 Dicembre 2017
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 2 minuti
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“La nascita della Città metropolitana di Reggio, la fusione Rossano-Corigliano e quella tra i Comuni presilani ci impongono un’accelerazione verso la costruzione della città unica Cosenza-Rende-Montalto-Castrolibero. Stop a campanilismi ridicoli di chi in realtà è interessato soltanto al suo piccolo orticello elettorale. L’idea della Grande Cosenza è giusta. Possiamo diventare una realtà importante con il ruolo centrale dell’Unical, la metropolitana leggera e il nuovo ospedale che mi auguro venga costruito a Vaglio Lise. Si chiama innovazione politica e capacità di interpretare i cambiamenti. La parola deve passare ai cittadini. Subito. Il nostro baricentro è la volontà dei cittadini”.
È quanto ha sostenuto Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito Democratico, ieri, nella sala conferenze del Coni a Cosenza, durante l’incontro sulla fusione dei Comuni, organizzato dall’associazione politico-culturale “Io Partecipiamo” . Sono intervenuti anche il vicepresidente della Regione Calabria, Antonio Viscomi; Piero Minutolo, presidente della stessa associazione “Io Partecipiamo”; Francesco Aiello, docente di Economia politica all’Unical e fondatore di OpenCalabria; Amerigo Minnicelli, coordinatore del comitato “100 Associazioni per la fusione Rossano-Corigliano”.
“Cosenza si è ridotta oggi – ha aggiunto Carlo Guccione – a 67mila abitanti. Avvertiamo tutti la necessità di portare a compimento un processo che c’è già. I miei figli non conoscono i confini tra Rende e Cosenza. Superiamo piccoli steccati. Voliamo alto. Possiamo farlo. Dal basso, chiamando subito i cittadini a pronunciarsi su un tema così importante per il destino delle nostre comunità”.
“Stiamo compiendo – ha sostenuto Antonio Viscomi – una piccola rivoluzione iniziando ad abbandonare il pronome io per lavorare insieme. Le fusioni non avvengono per risparmiare, ma devono nascere perché c’è una consapevolezza che i problemi davanti a noi non possono essere risolti da soli. La fusione deve essere una prerogativa non delle amministrazioni locali ma delle comunità locali. La strategia deve essere plurale. È un problema di partecipazione non è una questione di legislazione”.
“Il processo di aggregazione dei comuni in moltissimi casi è necessario. I comuni calabresi con meno di 800 residenti sono 47. Il 60 per cento dei comuni ha una popolazione inferiore – ha sottolineato Aiello – a 2500 abitanti, pari al 15,9 per cento della popolazione totale distribuita su circa il 40 per cento del territorio regionale. Abbiamo tantissimo territorio disabitato e i piccoli comuni sono ormai al tracollo. La fusione dei comuni può essere lo strumento corretto per ottimizzare l’organizzazione amministrativa, recuperando efficienza e liberando risorse”. Ma la fusione deve nascere dal basso, così come è accaduto per i Comuni di Casali del Manco e per quelli di Corigliano e Rossano. Qui la “politica “codificata” ha pesato poco”, ha sottolineato Aiello. D’accordo sulla questione il coordinatore del comitato 100 Associazioni per la fusione Corigliano-Rossano, Amerigo Minnicelli: “La politica ha avuto paura inizialmente nel fare un passo in avanti. A Rossano e Corigliano ha influito il ruolo delle associazioni, la volontà dei cittadini che hanno avuto un ruolo di partecipazione attiva”.
“Anche nell’area urbana di Cosenza – ha sottolineato Piero Minutolo – è arrivato il momento di agire, non possiamo rimanere indietro e bisogna sollecitare la classe politica. Chiediamo di costituire un fondo regionale che indichi anche i criteri per l’assegnazione dei contributi aggiuntivi ai comuni che si fondono, come avviene a livello nazionale. Un’ulteriore possibilità di incoraggiare i Comuni alla fusione”.

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