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    Centro Destra – “Reggio deve essere risarcita”. Petizione popolare per la città

    di Grazia Candido – Azione Nazionale sostenuta da tutte le forze del Centro destra stila una petizione popolare con la quale chiede il riconoscimento di un risarcimento per la città di Reggio Calabria a causa di “un provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose e che, in base alle vicende che hanno coinvolto le amministrazioni di Roma e Rende, si evince che quello applicato per Reggio Calabria, il primo Capoluogo di Provincia sciolto ai sensi dell’art. 143 del T.U.E.L., non appartenga più alla sfera del diritto bensì sia frutto di scelte esclusivamente di natura politica”. A ribadirlo questa mattina nella sede di via Miraglia, gli esponenti di An Ernesto Siclari e Alessandra Bordini, il senatore Antonio Caridi, i consiglieri regionali Francesco Cannizzaro e Alessandro Nicolò, l’assessore provinciale alla Cultura e Legalità Eduardo Lamberti Castronuovo che hanno spiegato i motivi della petizione popolare che, da lunedì prossimo, vedrà in piazza gli esponenti politici per raccogliere le firme e “ridare così ai cittadini la parola e la forza del vero cambiamento”. In questa “battaglia di civiltà” a dare il loro pieno sostegno ex assessori comunali come Luigi Tuccio, Franco Germanò, Pasquale Morisani, il senatore Renato Meduri, l’ex sindaco Demy Arena, il consigliere comunale Antonio Pizzimenti e tanti membri di associazioni e movimenti politici, concordi sulla “inadeguatezza dello strumento normativo che riapre con forza il dibattito sulla modifica dell’articolo 143 del Testo Unico, legge spesso prestata all’utilizzo strumentale di circostanza e la sua inefficacia in molti casi, ha dimostrato l’insufficienza del provvedimento nell’apportare rimedio alle cause che determinano lo scioglimento di amministrazioni locali”.
    Parla di un “progetto condiviso da tutte le forze politiche che hanno ritenuto prioritario il risarcimento per la città” l’esponente di An, Bordini che però ricorda “lo scioglimento come quella pagina di una storia buia alla quale è stato messo un punto ma devono essere affrontate le conseguenze. Oggi, lanciamo un appello non solo alle sigle politiche, all’associazionismo, ai cittadini affinchè aderiscano alla petizione popolare, uno strumento democratico per eccellenza. Puntiamo su una duplice direzione: il risarcimento per la città e la modifica del testo unico”.
    “La città ha subito un danno e siamo di fronte ad una legge iniqua che si presta ad una strumentalizzazione politica – continua l’avvocato Siclari – Non vogliamo fare alcuna polemica e non mettiamo simboli all’iniziativa pur avendo la paternità perché vogliamo far capire la neutralità della battaglia del centro destra a favore della città. I fatti di Roma e di Rende sanciscono i diversi comportamenti adottati. Durante i due anni di Commissariamento, la città ha subito un violento stop, un danno palese sia in termini economici con la perdita di oltre 200 milioni di euro che per il gravame fiscale insostenibile e vessatorio per le famiglie e le imprese”.
    “Chiede giustizia e, soprattutto, che la verità venga a galla perché è un diritto di ogni cittadino”, l’assessore provinciale Lamberti Castronuovo che ribadisce la “validità dell’iniziativa di assoluta legalità che non ha nessun imprinting politico anzi è la vera espressione della cultura. Lo scioglimento è stato iniquo, deleterio per la città, lo dicono i fatti e lo si può toccare con mano ogni giorno. Qualcuno si permette ancora oggi di dire che qui bisogna aver paura di stringere la mano perché per il 50% dei casi, si rischia di stringerla ad un mafioso. Questa affermazione non mi piace per nulla, la mafia c’è ma va combattuta con le forze dell’ordine e con la magistratura. Io la combatto con i mezzi della cultura e pur avendo grande rispetto per la magistratura, credo che anche questa possa sbagliare come sbagli il medico, l’avvocato, il professionista. In Italia, non sono 3 i gradi di giudizio ma 4 – tuona Lamberti – il primo grado è l’avviso di garanzia. La città ha pagato un prezzo troppo alto e purtroppo, continua a pagare. Reggio spesso è sinonimo di ‘ndrangheta e mafia. La ‘ndrangheta, la mafia c’è ma non siamo tutti ‘ndranghetisti e mafiosi”.
    Per il consigliere regionale Cannizzaro si tratta dell’“ennesimo sforzo di An e di tutte le forze del centro destra per una battaglia civile e politica perchè questa città è stata vittima di un sistema politico avverso al nostro. Ci sarà sicuramente una reazione della sinistra che proverà a screditare l’iniziativa ma questo non ci spaventa anzi confidiamo nella gente a scendere in piazza e firmare la petizione affinchè il Governo attenzioni non solo la nostra città ma il Sud. Le riforme sono importanti ma non devono essere fatte per favorire alcuni e danneggiare altri”.
    A dare una stilettata ci pensa il senatore Renato Meduri che nel ricordare il prossimo 21 aprile a Cosenza il centenario della nascita di Giacomo Mancini (più volte parlamentare, ministro ed ex sindaco di Cosenza) non può non postillare come “nel X anniversario dalla morte del leader e segretario nazionale del Psi, avversario politico ma grande calabrese, il signor Sandro Principe non partecipò alla commemorazione perché io ero un fascista. Il 21 aprile, – continua il senatore Meduri – Sandro Principe, poverino, non potrà partecipare alla commemorazione perché è agli arresti domiciliari e io sono felice che non partecipi perché Principe interpreta bene la politica di oggi. Quando il Comune di Reggio è stato sciolto nessun nostro parlamentare si è battuto se non il senatore Caridi l’unico che si interessa di questa città che ha pagato un duro prezzo sol perché qualcuno voleva colpire una persona: Scopelliti”.
    “Abbiamo portato in questi anni, oltre alla croce anche le spine – aggiunge il consigliere Nicolò – Quello subito da Reggio è un provvedimento che va rivisitato e che, inevitabilmente, ha danneggiato la nostra futura città metropolitana. Questa battaglia deve essere estesa a tutti gli strati della città, dobbiamo sensibilizzare giovani e non. Quel che di buono si fa a volte lo si vuole nascondere e l’ex Governatore Scopelliti aveva svolto un lavoro virtuoso anche nel settore della sanità attuando una politica di risanamento cosa che non sta avvenendo oggi”.
    Spetta poi al senatore Caridi ribadire che “la petizione è un’iniziativa che ha coinvolto tutto il Centro destra che non vuole essere più mortificata da un Governo tecnico e da uno di Centro sinistra che ha puntato più volte a scipparci le nostre risorse. Volevano toglierci la Camera di Commercio, il Tar e adesso ci provano con la Corte di Appello ma non ci riusciranno. Oggi siamo costretti a fare un’azione importante non solo sul territorio ma a livello nazionale. Dobbiamo riacquistare dignità. Questa non sarà l’unica azione sul territorio che faremo ma l’inizio di un percorso che apra gli occhi ai cittadini su quello che il Governo sta facendo per danneggiare la città”.
    Azione nazionale