di Stefano Perri – Un nuovo portale web e un applicazione smartphone per presentare dal punto di vista scientifico i Bronzi di Riace al grande pubblico. E’ questa l’iniziativa messa in piedi dall’Associazione Archigramma con il contributo scientifico dell’Università di Messina, il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria e il supporto tecnico di Progetti Digitali. Una nuova piattaforma finalizzata a diffondere nel mondo il mito dei due guerrieri ellenici attraverso approfondimenti, immagini, curiosità, sugli aspetti scientifici più nascosti.
Un progetto realizzato con l’intento specifico di presentare la peculiarità dei Bronzi anche in altre lingue, con l’obiettivo di diffondere nel mondo la conoscenza scientifica sulle due statue conservate all’interno del Museo Nazionale di Reggio Calabria. Il sito, realizzato per il momento in italiano e inglese, ma che molto presto sarà tradotto in altre lingue, vuole rappresentare non solo la fonte per conoscere la storia dei Bronzi e tutte le teorie che sono state elaborate dal punto di vista scientifico, ma anche un luogo dove attingere notizie aggiornate, pillole e curiosità per il pubblico più giovane, con una sezione intende raccogliere il riflesso dei Bronzi nelle arti grafiche. Il sito si pone l’obiettivo di offrire al lettore un punto di vista sulla ricerca obiettivo ed al tempo stesso originale.
LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA – ”Nonostante la loro notorietà – spiega l’ideatore del progetto Daniele Castrizio – i Bronzi di Riace, almeno dal punto di vista scientifico, non sono affatto conosciuti dal grande pubblico, forse nella convinzione tutta italica che le opere d’arte siano di per sé sufficienti a gratificare gli occhi e la mente dei visitatori. Così a più di quarant’anni dalla loro scoperta casuale, il solco tra i due capolavori e il loro pubblico naturale, in primis il mondo della scuola, si è via via allargato. La divulgazione scientifica, anche in presenza di una bibliografia imponente, grazie agli studi di tutti i maggiori archeologi e storici dell’arte della comunità scientifica internazionale, non ha voluto tener conto delle acquisizioni e dei progressi della ricerca, incentrandosi su aspetti marginali, anche se importanti, quali i vari restauri o le basi antisismiche”.
LA REGGINITA’ DEI BRONZI – ”Una situazione che appare ancora più grave per gli abitanti della provincia di Reggio, giacchè, lungi dal rendere conto degli studi che hanno indicati in Pitagora di Reggio il presunto autore dei due Bronzi di Riace, i media hanno diffuso la vulgata che i due capolavori non abbiano nulla a che fare con Reggio e la Magna Grecia: due ospiti, per quanto graditi, ma pur sempre due estranei. E tutto questo quando molti studiosi italiani e stranieri indicavano nella Magna Grecia la patria artistica e culturale delle due opere, anche se realizzate materialmente nel Peloponneso”.






